Il presidente Renzo Marcigaglia spiega le strategie future, tra cui l’avvio a regime dell’impianto di ozonizzazione, attualmente in fase di collaudo. I sindaci del territorio saranno presenti all’edizione di settembre di Lineapelle e del Simac Tanning Tech
In vista dell’edizione di settembre 2025 di Lineapelle e del salone delle macchine da conceria abbiamo intervistato il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia, che sarà presente alla fiera di Milano assieme ai sindaci del territorio. Un’occasione importante anche per parlare degli investimenti in corso e previsti in futuro della Spa, ma anche per analizzare la situazione del distretto conciario di Arzignano.
Presidente Marcigaglia, con quali presupposti e obiettivi sarete presenti all’edizione di Lineapelle e del Simac Tanning Tech?
“Come ogni anno Acque del Chiampo partecipa a questa edizione della fiera internazionale, un appuntamento fondamentale per le aziende che orbitano attorno ad Arzignano Capitale della Pelle e a cui non vogliamo mancare, perché la depurazione industriale che gestiamo è componente fondamentale della filiera della concia nell’ottica dell’economia circolare. Anche quest’anno verremo alla Fiera insieme ai sindaci dei 10 Comuni soci, molti dei quali ospitano importanti aziende della filiera. In particolare Lineapelle è un’occasione fondamentale per confrontarsi con gli imprenditori, avere il polso della situazione, capire quali sono le priorità da affrontare per fornire un servizio sempre migliore alle aziende del territorio”.
In tal senso quale continuerà ad essere il vostro impegno per la crescita del distretto conciario?
“Il cuore pulsante della nostra attività al servizio del distretto conciario è costituito dalla depurazione ed in particolare dall’impianto di Arzignano che tratta ogni giorno 30 mila metri cubi di reflui industriali provenienti da 130 aziende direttamente collegate per una capacità depurativa pari a 1,6 milioni di abitanti. Per questo l’attenzione sul depuratore è massima per aumentare sempre di più la performance depurativa e diminuire quindi l’impatto ambientale. In una delle recenti edizioni di Lineapelle nel 2023 abbiamo portato con grande successo anche il plastico del depuratore, realizzato da studenti delle scuole medie con la guida del professor Bruno Bruna, creato grazie a mappature dell’impianto con droni, rielaborazioni grafiche in Cad e realizzando i componenti con stampante 3D. L’ultima novità per il depuratore di Arzignano sarà nei prossimi mesi l’avvio a regime dell’impianto di ozonizzazione, attualmente in fase di collaudo, che ha richiesto un investimento di 16 milioni di euro”.
Quali sono i vantaggi di questa tecnologia?
“Porterà ad un ulteriore salto di qualità del sistema depurativo, riducendo il COD biorefrattario residuo, abbattendo la presenza di cromo, solidi sospesi e altre sostanze inquinanti potenzialmente presenti e rendendo lo scarico finale più chiaro e trasparente. Un altro progetto molto importante riguarda il prolungamento del collettore finale dei reflui depurati a Cologna Veneta nel fiume Fratta in un punto del corso d’acqua in grado di ricevere gli scarichi con minor impatto ambientale rispetto al luogo attuale, un intervento che speriamo possa essere avviato quanto prima attraverso il consorzio Arica che lo gestisce”.
Quale pensate sarà il leit-motiv principale dell’edizione 2025 in fiera a Milano?
“Notiamo con soddisfazione che anno dopo anno la sostenibilità, aspetto per noi prioritario, è un tema sempre più presente a questa rassegna fieristica. Su questo tema gli imprenditori della Valle del Chiampo si sono sempre impegnati molto per contenere l’impatto ambientale: ricordiamo che il depuratore di Arzignano nasce negli anni Settanta, proprio grazie alla lungimiranza di amministratori locali e imprenditori che sentirono la necessità ed ebbero il coraggio di realizzare l’impianto quando ancora non c’erano leggi a imporlo. Prima il fiume Chiampo cambiava colore ogni giorno a causa degli sversamenti, ora sono tornate a nuotarci le trote che notoriamente vivono in acque molto pulite. La sostenibilità è quindi per il nostro territorio una direzione storicamente consolidata per cui ci impegniamo sempre di più”.
Ci può fare qualche esempio?
“In particolare il progetto Rewaster, promosso dalla Regione Veneto con il Distretto Veneto della Pelle, in cui siamo partner tecnici: collaboriamo per sperimentare nuove metodologie per ridurre il carico inquinante del distretto, agendo sulla filiera produttiva prima della depurazione, per recuperare parte dei rifiuti solidi e trasformarli in nuovi materiali in fibra di pelle. Si tratta di un progetto molto ambizioso a cui partecipano anche l’Università di Venezia, l’Università di Padova, il CNR e la Stazione Sperimentale dell’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti. Una piattaforma di soggetti di altissimo livello che potrebbe lavorare insieme anche su altri progetti per la sostenibilità”.
Una buona parte delle aziende del distretto conciario di Arzignano lamenta un’economia rallentata a causa del calo di consumi. Dal vostro osservatorio come vedete la situazione e soprattutto siete preoccupati di questo periodo complicato?
“Il sistema è in sofferenza ma comunque tiene grazie alla qualità del lavoro degli imprenditori e anche in virtù della sempre maggiore attenzione alla sostenibilità. Gli imprenditori del nostro territorio nei momenti più difficili riescono sempre e comunque a trovare la strada per andare avanti, una strada che passa per la qualità, l’innovazione e l’attenzione all’ambiente che sta diventando anche un’arma per difendersi dalla concorrenza di Paesi meno attenti alla sostenibilità”.
Voi in tal senso rappresentate un punto di riferimento …
“Proprio così. Ad esempio cito il fatto che a vedere il nostro depuratore ad Arzignano sono venuti rappresentanti di molti importanti brand di livello internazionale, proprio perché l’impianto rappresenta un’eccellenza a livello mondiale e garantisce standard di sostenibilità in linea con le crescenti aspettative dei consumatori e del mercato. Sono comunque fiducioso nelle capacità dei nostri imprenditori di riuscire a superare il momento di sofferenza. Noi siamo sempre disponibili al dialogo per trovare soluzioni efficaci per ciò che riguarda le nostre competenze”.
Ci può ricordare quali sono i progetti principali sui quali state lavorando e quelli già programmati per il 2026?
“L’impegno costante è di cercare di fornire servizi sempre più efficienti ad un costo equo. Continueremo ad investire nella depurazione, intesa sia come manutenzione, efficientamento continuo e ammodernamento degli impianti, sia come attività del nostro laboratorio di analisi in continuo aumento tanto da richiedere un ampliamento dei locali attualmente in corso, sia come formazione per rafforzare le competenze di tecnici e operatori che lavorano per far funzionare un sistema molto complesso che richiede continui aggiornamenti.A tal proposito, cito con soddisfazione il premio Top Utility organizzato da Althesys in collaborazione con Utilitalia confrontando le 100 maggiori aziende di servizi pubblici italiane, che ci ha visti in testa alla classifica nazionale come l’azienda migliore proprio per formare talenti, e fra le prima 5 in Italia nella classifica generale”.
Per Acque del Chiampo quanto è importante la formazione?
“Direi fondamentale, in questo senso stiamo collaborando anche per l’implementazione del Protocollo per la Concia promosso dalla Regione Veneto che intende offrire uno strumento di supporto al settore in cui la formazione ha un ruolo primario. Ma fra i progetti più interessanti che stiamo portando avanti c’è sicuramente la sperimentazione che stiamo facendo insieme all’azienda K-INN Tech e che speriamo possa trovare una soluzione definitiva al problema dello smaltimento dei fanghi, al termine del ciclo depurativo, che attualmente devono essere conferiti in discarica. Stiamo brevettando una nuova tecnologia che è in grado di eliminare i Pfas dal percolato. Ci auguriamo che la ricerca possa proseguire spedita e trovare applicazione anche per i fanghi: significherebbe una svolta storica per tutto il distretto nell’ottica dello sviluppo sostenibile”.
In tribunale a Vicenza si è conclusa a giugno la prima fase dello storico processo penale sull’inquinamento da Pfas, che ha interessato anche le province di Padova e Verona. Come avete agito in questa vicenda?
“Sul tema Pfas siamo in prima linea dal 2013, quando è stato scoperto l’inquinamento la cui fonte principale è stata individuata nell’ex Miteni di Trissino, a pochi chilometri dal territorio che serviamo. Ci siamo trovati ad operare in mezzo all’emergenza e da allora abbiamo investito oltre 37 milioni di euro in opere e attività per arginare il fenomeno con interventi su centri idrici, reti, sistema acquedottistico e di depurazione. Ci siamo costituiti parte civile al processo per chiedere di essere rimborsati dei costi. Durante le udienze, più volte i difensori dei manager che operarono nell’ex Miteni hanno cercato di scaricare sul sistema conciario la responsabilità dell’inquinamento da Pfas. Ma noi effettuiamo analisi costanti sugli scarichi delle imprese e i valori sono molto al di sotto dei limiti normativi”.
Che azioni avete messo in atto e porterete avanti in futuro?
“In generale, per quanto riguarda l’utilizzo della chimica, abbiamo rafforzato la collaborazione con le imprese sul tema, favorendo il confronto fra i vari protagonisti della filiera per riuscire a diminuire sempre di più la presenza di elementi inquinanti nella produzione. E il nostro laboratorio è a disposizione delle aziende per fare analisi sui prodotti che utilizzano. Anche in questo caso è stato dimostrato che la collaborazione e il gioco di squadra sono le chiavi giuste per affrontare le criticità in modo vincente”.

Il presidente di Acque del Chiampo, Renzo Marcigaglia