Aletti, progettazione, programmazione e innovazione

aletti
Aletti, industria di Varese si conferma leader con i suoi macchinari dall’alto contenuto tecnologico, molto richiesti nel settore conciario, ma anche tessile e dei prodotti sintetici.  


Da sinistra, Ezio, Carlo e Marco Aletti

“Degli ultimi 15 anni, il 2020 è stato sorprendentemente l’anno migliore a livello di fatturato”. A parlare è l’ingegner Marco Aletti, alla guida dell’azienda nel ruolo di presidente e responsabile tecnico della ALETTI GIOVANNI & FIGLI, l’industria di Varese con alle spalle 74 anni di esperienza nel settore conciario; i suoi impianti dall’alto contenuto tecnologico sono molto richiesti anche nel tessile, nei materiali sintetici e nei settori tecnici. “La performance ottenuta nel 2020 – spiega l’ingegner Aletti – è in realtà il frutto del lavoro realizzato negli anni scorsi per ampliare i mercati di sbocco dei nostri prodotti. Nonostante la difficoltà causate dalla pandemia, che hanno complicato il lavoro e soprattutto le installazioni all’estero, alla fine abbiamo ottenuto risultati superiori alle aspettative. Oltre il 90% del nostro fatturato riguarda le smerigliatrici a nastro, alle quali negli ultimi dieci anni è stata destinata la priorità degli investimenti in ricerca e sviluppo. In questo senso siamo all’avanguardia: nell’ultimo biennio, per tutelare le innovazioni più significative dalle purtroppo comuni pratiche di copiatura di moda nel nostro settore, abbiamo presentato quattro richieste di brevetti, dei quali due già concessi e altri due in fase di valutazione.

aletti ULTRABELT 3200

Siete allarmati per la situazione venutasi a creare a causa del Covid-19? “Il principale problema è per quanto tempo e con quale gravità si protrarrà l’emergenza sanitaria mondiale, che sta condizionando pesantemente l’economia globale e tutti i mercati. Diciamo che a medio termine, grazie alla elevata diversificazione dei mercati realizzata negli ultimi anni, sono fiducioso, mentre nutro qualche preoccupazione per il 2021 che, a mio avviso, sconterà le conseguenze della crisi economica globale e della inevitabile riduzione delle misure di sostegno governative del 2020. Noi siamo in crescita continua da quattro anni consecutivi, con un rialzo medio del10-15% all’anno, nonostante la crisi del settore conciario. Contiamo di crescere ancora ma, per il 2021, prevediamo di mantenere le posizioni.

Come azienda che strategie avete adottato negli ultimi anni? “Abbiamo ridotto le lavorazioni interne, rivolgendoci a fornitori altamente specializzati, abbiamo ridotto la gamma di macchine concentrandoci sulle smerigliatrici a nastro ed abbiamo potenziato notevolmente l’ufficio progettazione, al fine di poter proporre soluzioni diverse e personalizzate per ogni esigenza dell’utilizzatore finale delle nostre macchine. La crescita continua degli ultimi anni è dovuta principalmente ai notevoli investimenti in ricerca e sviluppo che abbiamo progressivamente incrementato fino a raggiungere una media di oltre 8% del fatturato: alla fine possiamo dire che è stata una strategia vincente. Un esempio per spiegare il cambio di rotta: se fino al 2010 Aletti proponeva un modello di smerigliatrice a nastro “base” su cui realizzare le varie personalizzazioni richieste dai vari prodotti da lavorare, progressivamente abbiamo ampliato la gamma delle smerigliatrici fino ad arrivare ad oltre cinque versioni base in dieci larghezze di lavoro (da 800 a 3400 mm), ulteriormente personalizzabili e inseribili in linee di lavoro complete di sistemi di alimentazione, sistemi di depolveratura ed accessori speciali, sempre progettati internamente.

In che direzione sta andando il mercato? “La situazione di stallo di molti mercati fa sì che la definizione delle numerose trattative in corso subisca parziali ritardi. Fondamentale operare efficacemente sui mercati esteri, Aletti esporta oltre 90% dei prodotti in tutto il mondo e siamo tuttavia in grado di seguire gli sviluppi dei mercati, soprattutto l’estremo oriente, che per primo ha ripreso a crescere. Il principale problema che si dovrà affrontare e risolvere è l’attuale limitazione dei viaggi dei tecnici che ritardano l’installazione di macchine già consegnate e spingono i clienti a temporeggiare riguardo a nuovi investimenti. Fortunatamente, grazie agli sviluppi legati alla digitalizzazione ed all’assistenza da remoto, Aletti è in grado di sopperire in parte a queste limitazioni. Per quanto ci riguarda abbiamo già ordini per i primi quattro mesi del 2021 e trattative commerciali in fase avanzata per garantire all’azienda altri sei mesi di lavoro. Un anno fa, cioè a fine dicembre 2019, partivamo già con oltre metà del fatturato acquisito per l’anno successivo, visto che i macchinari delle linee per i prodotti tecnici sono complesse e richiedono lunghi tempi di progettazione, costruzione e collaudo”.

Un altro vostro fiore all’occhiello riguarda la gamma di smerigliatrici per i prodotti sintetici… “È un settore che ti fa ragionare diversamente, perché il cliente per contratto pretende di avere una macchina pienamente affidabile, che funzioni 24 ore su 24 con prestazioni elevatissime (fino a 1500 giri al minuto per lo smerigliatore): da parte nostra siamo in grado di garantire una velocità di produzione di 18- 20 metri al minuto, garantendo peraltro precisioni notevolissime e qualità di smerigliatura assolutamente costante. Con queste credenziali l’intero pacchetto deve essere ottimale, perché ogni punto debole a livello di affidabilità emerge subito se il macchinario viene utilizzato con queste tempistiche. Queste macchine rappresentano l’eccellenza nel campo della smerigliatura e ci hanno consentito di travasare l’esperienza nel settore conciario per raggiungere un livello prestazionale e di affidabilità superiore”.

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Quale modello rappresenta il top di gamma? “La smerigliatrice a nastro ULTRABELT 3200 (in millimetri rappresenta la massima larghezza della smerigliatrice, ndr.) che sta dando ottimi risultati, visto che la stiamo vendendo ai gruppi più importanti a livello mondiale che lavorano la pelle per arredamento. Si è trattato di un progetto impegnativo a livello di tempi ed investimenti, dovendo procedere con una serie di continui perfezionamenti, innovazioni e messa a punto sia a livello meccanico che, vista l’elevata automazione della macchina, a livello di software. Recentemente è stata ampliata la gamma di misure disponibili che, per il modello ULTRABELT, vanno ora da 2400 mm a 3400 mm. Per quanto riguarda i mercati, il maggior fatturato le realizziamo in Cina dove abbiamo i clienti più grandi, leader mondiali nei prodotti sintetici. Relativamente alla conceria, Asia ed Europa sono gli sbocchi più importanti.

Che altre novità avete presentato di recente sul mercato? “Una gamma di smerigliatrici e depolveratrici è stata creata appositamente per i materiali cosiddetti “eco-friendly”, derivanti dal riciclo di scarti di pelle, plastica, sughero ed altro e una macchina speciale per la rettifica di alta precisione, utilizzabile su qualsiasi tipo di materiale flessibile che necessiti uno spessore uniforme, con tolleranze dell’ordine di +/- 0,01 mm. Nel frattempo, stiamo affrontando anche le problematiche riguardanti la smerigliatura di prodotti elastici che richiedono particolari sistemi di alimentazione e di controllo della tensione del prodotto in fase di smerigliatura. Dove prima era possibile utilizzare smerigliatrici derivate dai modelli utilizzati in conceria, con opportune modifiche, ora il mercato richiede macchine speciali, con prestazioni superiori, automazione e facilità di utilizzo, anche da parte di operatori non specializzati.

Un’ultima domanda: come sta evolvendo l’aspetto tecnologico? “In effetti c’è tanto lavoro per quanto riguarda il software, che ci ha portato negli ultimi anni a studiare a fondo le problematiche con tecnici specializzati presenti in azienda ma anche con specialisti esterni. Tra le caratteristiche principali, legate agli investimenti di Industria 4.0 ma anche per fronteggiare i problemi del Covid-19, la possibilità di intervenire da remoto e fare tele-assistenza, in maniera affidabile, in ogni macchinario. In virtù di un’evoluzione conclamata ci siamo dotati di una serie di dispositivi che dialogano tra loro che e permettono di estrarre dalla macchina una serie di dati che possono essere condivisi, ad esempio, da varie concerie dello stesso gruppo localizzate in diverse parti del mondo, per garantire la ripetibilità della smerigliatura indipendentemente dalla sede di produzione. Sono inoltre allo studio nuove tecnologie di smerigliatura che riteniamo possano introdurre nuovi e superiori riferimenti di qualità e produttività, come a suo tempo è avvenuto con lo sviluppo della smerigliatrice a nastro, per cinquant’anni esclusiva di Aletti ed ora diventata uno standard per i più importanti costruttori di macchine per conceria. www.aletti.it