Assemblea Unic, Gli obiettivi sostenibili della pelle italiana

 

Unic, associazione degli industriali conciari, si è riunita a Milano lo scorso dicembre per presentare il 16° Rapporto di Sostenibilità e il nuovo progetto di comunicazione nei confronti della pelle

“Questo report documenta come per noi la sostenibilità sia un valore costruito nel tempo e di come lo abbiamo perseguito con tenacia, con strumenti e costi di cui ci siamo fatti carico, ottenendo risultati straordinari. L’industria conciaria nasce come una delle prime attività di riciclo poste in essere dall’uomo, siamo ecologici ante litteram, l’economia circolare è parte del nostro DNA, siamo impegnati a minimizzare l’impatto ambientale, a conservare le risorse naturali, a garantire il benessere animale”. Sono le parole di introduzione di Gianni Russo, presidente Unic, al Rapporto di Sostenibilità 2019 presentato nella versione sintetica durante l’assemblea dell’associazione svoltasi a Milano lo scorso 3 dicembre. L’occasione è stata creata sia per comunicare la presenza attiva di Unic in diversi progetti di divulgazione e difesa dell’eccellenza di sostenibilità del prodotto e del processo conciario italiano sia per evidenziare la necessità di portare avanti un piano di comunicazione forte e trasparente nei confronti della pelle, in grado di contrastare i crescenti attacchi basati su luoghi comuni rivolti a un comparto che “da almeno 50 anni anticipa non solo le più stringenti normative in materia di sostenibilità, ma anche le richieste dei clienti, molto più recenti nel tempo”.

“Il settore è sotto attacco – sottolinea Luca Boltri, vice direttore generale Unic – è vittima di accuse ai limiti della calunnia, la pelle e il processo conciario vengono additati in maniera impropria soprattutto quando si parla di sostenibilità e impatto ambientale”. Da qui la necessità di far capire che la pelle è un materiale sostenibile e naturale per definizione, un sottoprodotto della catena alimentare, e che il settore rappresenta uno storico e consolidato esempio di economia circolare anche quando la parola non andava di moda. Un compito portato avanti in collaborazione con l’agenzia Space Studios di Londra (dal 2016 presente in Italia con la sede di Milano), artefice di una nuova campagna di comunicazione che verrà veicolata con forza attraverso video e advertising sui canali digitali, ma anche nei formati statici sui magazine e in diverse location strategiche durante momenti di interesse per l’associazione legati al mondo della moda, dell’automotive e dell’arredamento. La campagna cercherà di scardinare tutte le false credenze a cui il consumatore è continuamente esposto. “I termini spesso abusati da parte dei brand per vendersi come sostenibili – ha spiegato la strategy manager Aziza Ibrahim -, come per esempio ‘plastic free’, ‘bio’, ‘riciclabile’, ‘green’, verranno utilizzati associandoli alla pelle, un materiale che può permettersi veramente di comunicare ognuna di queste caratteristiche. Abbiamo ribaltato il concetto: non è la pelle a essere 100% sostenibile, ma è la sostenibilità che diventa 100% pelle”. La campagna fonde natura e pelle in un unico messaggio: “Abbiamo ritrovato nella pelle lo stesso dinamismo, i pattern, i colori, le texture e le emozioni che la natura ci regala – spiega l’art director Stella Margari -. E abbiamo pensato di fondere in un unico visual questi due elementi così affini per rafforzare il concetto di sostenibilità di un materiale davvero unico e naturale. Un materiale moderno, innovativo e contemporaneo”.

Durante l’assemblea sono stati conferiti gli attestati ICEC-Istituto di Certificazione per l’Area Pelle alle concerie associate Unic che si sono distinte per il loro impegno nella sostenibilità a tutto campo. Diciassette le aziende premiate: B.C.N. Concerie, Bonaudo, Conceria Antiba, Conceria Incas, Conceria Laba, Conceria Lloyd, Conceria M2, Conceria Superior, Dean Industria Conciaria Pelli, DMD Solofra, Ellegi Pellami, Masoni Industria Conciaria, Rivadavia Industria Conciaria, Russo di Casandrino, San Lorenzo, Sciarada Industria Conciaria, Vesta Corporation. www.unic.it

La conceria italiana e i Sustainable Development Goals Onu
Unic continua a raccontare la sostenibilità dell’industria conciaria nazionale con la pubblicazione del Rapporto di Sostenibilità, anno 2019. Per questa edizione l’associazione ha scelto di porre l’impegno alla sostenibilità della conceria italiana in relazione con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile lanciata dalle Nazioni Unite nel 2015 per promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente. “Consci dell’importante contributo offerto al riguardo dal settore – spiega il vice direttore di Unic Luca Boltri – abbiamo incrociato i 17 obiettivi trasversali identificati dall’Onu con i risultati della nostra industria, individuando 12 impegni (energia pulita accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, istruzione di qualità, lotta contro il cambiamento climatico, città pulita e sostenibile, consumo e produzione responsabile, salute e benessere e via dicendo) che abbiamo a loro volta sintetizzato in 7 slogan: Benessere, Crescita, Responsabile, Impegno, Futuro, Rispetto, Sinergia”. Tra i dati emersi, Unic ne ha evidenziati alcuni in particolare, primi fra tutti quelli relativi ai luoghi di lavoro: dal 2003, secondo le stime Inail, gli infortuni nel settore conciario sono diminuiti del 42%, una parte significativa dei quali è rappresentata dagli incidenti in itinere. Il 90% delle risorse umane dell’industria conciaria in Italia ha un contratto a tempo indeterminato, il 22% è costituito da occupazione femminile, il 23% da occupazione straniera e il 74% degli impiegati del comparto sigla una contrattazione di secondo livello. Riguardo ai temi di matrice ambientale, significativo è l’impegno delle nostre concerie nell’efficientamento del consumo delle risorse e nel sempre maggior utilizzo di rinnovabili: dal 2003 l’uso di sostanze chimiche, acqua ed energia da parte delle aziende italiane si è ridotto rispettivamente del 3%, del 19% e del 30%. Del 100% dell’energia prodotta, il 14% arriva dalla cogenerazione.
Animal welfare, tracciabilità, progetti contro la deforestazione sono solo alcuni degli altri obiettivi al centro delle strategie di crescita dell’industria conciaria nazionale.
Unic collabora con il dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano per mappare le condizioni di benessere animale nei principali mercati di approvvigionamento e coopera al progetto Tracciabilità UNECE – ITC che rappresenta invece un’iniziativa multi-stakeholder importante per definire il ciclo delle pelli.
L’associazione sostiene il settore nel suo impegno contro la deforestazione attraverso il progetto DCFL (Deforestation and Conversion Free Leather) focalizzato sulle catene di approvvigionamento delle pelli bovine provenienti dal Brasile. La mission è la conservazione della foresta amazzonica attraverso lo sviluppo di uno standard di certificazione della tracciabilità dei pellami lungo la filiera, per garantirne la provenienza da fonti non correlate ad aree deforestate. Non ultimo Unic aderisce al programma ZDHC (Zero Discharge of Hazardous Chemicals) abbracciato dalle primarie firme della Fashion Industry con l’obiettivo di eliminare le sostanze chimiche pericolose dalla filiera della pelle, della calzatura e del tessile.