Cim Italy, ottimisti per scelta


CIM ITALY è soddisfatta dei risultati raggiunti e ha le idee chiare per il futuro: affermare la logica del servizio e puntare sullo sviluppo sostenibile


Stefano Innocenti, titolare di CIM Italy

“Siamo ottimisti non per imposizione, ma perché ci crediamo”. Sono le parole di Stefano Innocenti, titolare di CIM Italy azienda lombarda specializzata nella creazione di borchie e minuterie per la moda. “Ciò che è accaduto ha avuto certamente un impatto, ma per noi molto contenuto: il fatturato aziendale a oggi si aggira intorno al 15% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quasi un miracolo considerando che la filiera della moda e del lusso a cui apparteniamo ha sofferto in maniera significativa. Un calo tra l’altro che sopraggiunge dopo anni di grande crescita, ecco perché questo risultato ci rende contenti del presente e confidenti sul lavoro che stiamo facendo. Anche la ricerca è andata avanti come in periodo pre-Covid, anzi la fase di lockdown ci ha concesso un po’ di respiro e più tempo per ragionare”.

Secondo lei, perché siete riusciti a contenere il calo in un mercato che ha subito una simile contrazione?
Perché lavoriamo bene e perché diversifichiamo i rischi: il nostro fatturato è equamente suddiviso tra abbigliamento, pelletteria/accessori e calzatura. Perché abbiamo una visione internazionale: non siamo concentrati solo sui distretti italiani, ma guardiamo al mondo, con clienti negli Stati Uniti, in Europa e nei Paesi dell’Est, in India, in Cina, in tutto il Far East e nel Nord Africa. Una strategia che contribuisce al risultato e ci aiuta in una logica compensatoria. Non ultimo per la capacità di rapportarci al cliente in modo efficace. Siamo un partner a 360 gradi e cerchiamo di dare il miglior servizio nel minor tempo possibile. Quando veniamo interpellati per un lavoro che riteniamo non faccia parte del nostro dna, indirizziamo il committente verso una rosa di aziende del settore con le quali riteniamo di condividere gli stessi valori, mettendogli a disposizione una somma di competenze che può diventare una moltiplicazione. Un valore aggiunto che a mio avviso dovrebbe rappresentare il futuro del mercato italiano.

Quali sono i vostri obiettivi di sviluppo sostenibile?
Siamo in grado di dare tutte le risposte che la moda esige, stiamo affrontando gli step necessari per ottenere le certificazioni ISO sia di processo che di prodotto (il Covid ha posticipato l’iter di sei mesi), abbiamo depositato alcuni brevetti e migliorie d’uso per creare un’offerta ecosostenibile. Il metallo che compone i nostri articoli è riciclato al 60%, lo stesso vale per la plastica, e stiamo sostituendo parte delle plastiche e degli acrilici con legni di colture a uso industriale. L’obiettivo è di creare una linea di prodotti riciclabile al 100%, parte della quale anche integralmente smaltibile. Disponiamo di un parco macchine adeguato a Industria 4.0 di provenienza italiana o europea. Abbiamo abbattuto del 70% rispetto a un paio di anni fa i costi di approvvigionamento e i consumi di energia elettrica passando a un contratto di fornitura in regime libero e sostituendo l’intero sistema di illuminazione (da neon a led) all’interno dell’azienda. L’attenzione al risparmio e al riciclo dei materiali è assoluta”. www.cim-italy.com