Al Simac Tanning Tech l’azienda di Castelfranco di Sotto (Pisa) ha proseguito la strategia sulla sostenibilità. Intanto sta lavorando a un progetto di calcinaio enzimatico senza solfuro, che sarà perfezionato nel 2026
La strategia “green” di Dermacolor non cambia. Nell’edizione 2025 del Simac Tanning Tech l’azienda di Castelfranco di Sotto (Pisa), specializzata nella progettazione e realizzazione di prodotti chimici per la lavorazione del pellame, sia per la fase umida che per quella di rifinizione, conferma l’attenzione alla sostenibilità sociale ed ambientale, una scelta fatta diversi anni fa e che nel tempo si è confermata vincente. Molto elegante anche quest’anno l’allestimento nello stand dell’azienda toscana, arricchito da un’estesa esposizione di pelli, come sempre molto curata.
“Il focus di quest’anno – le parole di Andrea Meucci, Technical Manager di Dermacolor – è stato incentrato sulle nuove richieste del mercato, che ci spingono a ridurre al minimo la presenza di bisfenoli nel pellame. Abbiamo puntato molto anche sui prodotti biobased, che stanno dando ottimi risultati. Ad esempio, il Dermalene PRF è un idrolizzato cheratinico, un filler di nuova generazione, bioattivo, che migliora la fissazione dei componenti sulla pelle. In pratica, è come se fornissimo “pelle liquida” alla pelle, aumentando la reattività e la performance nei confronti degli altri prodotti chimici. È un prodotto davvero interessante, che durante la fiera ha registrato curiosità tra gli operatori italiani e stranieri”. Sostenibilità e attenzione all’ambiente sono richieste che arrivano in particolare dal mondo dell’alta moda. “C’è sempre anche maggiore attenzione alla tracciabilità e alla qualità, senza tralasciare l’efficienza nei consumi. Oggi la sfida è mantenere alta la qualità e nel contempo ottimizzare i costi. L’efficentamento dei processi è stato uno dei principali temi di ricerca e sviluppo dell’ultimo anno: per esempio, abbiamo messo a punto un prodotto che aiuta a ridurre i reflui della concia al cromo, e anche questo sta dando risultati eccellenti. Le richieste del mercato ormai vanno tutte in questa direzione, indietro non si torna. In un periodo economicamente complesso, dai contorni futuri ancora indecifrabili, la nostra scelta è innalzare lo standard qualitativo dei prodotti, puntando ancora di più sulla qualità come leva competitiva”.
Anche quest’anno gli sviluppi futuri dei mercati internazionali, caratterizzati dall’incognita dei dazi, sono stati temi discussi durante la rassegna fieristica. “Negli ultimi anni siamo stabili attorno al 75% nel mercato italiano e il 25% di export. Quest’ultima percentuale può crescere vista la nostra presenza in molti Paesi ma anche la scoperta di nuovi: per quanto riguarda i numeri, l’export continua a essere in aumento. Fortunatamente ci stiamo espandendo anche sul mercato italiano, quindi il rapporto percentuale resta stabile con il fatturato complessivo in crescita su entrambi i fronti”.
Nel frattempo i vertici aziendali della Dermacolor continuano a procedere con importanti investimenti per il reparto tecnico e di ricerca, mentre per il prossimo anno ci sono già nuovi progetti in sviluppo. “Stiamo lavorando – conclude Meucci – a un progetto di calcinaio enzimatico senza solfuro. È già in fase avanzata di sperimentazione, in alcuni casi anche in produzione, che al momento sta dando ottimi risultati. Nel 2026 continueremo a perfezionarlo e a estenderne l’applicazione anche ad altre concerie”.
