Dimac: la chimica del poliuretano modella il futuro del calzaturificio globale
Dal cuore pulsante di Barletta, Dimac, giunta alla terza generazione, consolida il suo ruolo di baluardo nella chimica applicata al settore calzaturiero. Specializzata in sistemi poliuretanici, paste coloranti, TPU e additivi dal 1985, l’impresa pugliese è riconosciuta a livello internazionale, in particolare nel segmento Work&Safety. Grazie a partnership strategiche con leader mondiali, Dimac non è solo un fornitore di materie prime, ma un partner essenziale che garantisce supporto tecnico e logistico d’eccellenza, tessendo una storia imprenditoriale di resilienza e successo. Il progresso nel settore calzaturiero si gioca sempre più sul binomio tra chimica avanzata e strategia d’impresa. Abbiamo incontrato Francesco Diterlizzi, a capo dell’azienda, per discutere le nuove mosse, il dibattito sulla leggerezza dei materiali e l’importanza di un approccio etico e normativo nel mercato globale.
Signor Diterlizzi, le fiere di settore sono spesso un termometro per misurare il dinamismo aziendale. Quali sono le novità strategiche che DIMAC sta presentando, andando oltre il mero consolidamento espositivo?
“La novità più impattante è la nostra prossima espansione infrastrutturale. Ci stiamo impegnando al massimo per inaugurare entro la metà del prossimo anno, un nuovo stabilimento che, di fatto, triplica la nostra capacità operativa attuale. È uno sforzo significativo, ma imprescindibile, che ci permette non solo di rafforzare l’indotto locale di Barletta, un distretto calzaturiero che, pur soffrendo come altri, possiede un potenziale enorme essendo specializzato in calzature di sicurezza e per il segmento sanitario/casa, ma anche di espandere il nostro supporto in altre aree in cui è presente il settore footwear. Questa mossa ci consente, inoltre, di internalizzare e gestire la distribuzione diretta di due brand di rilievo come Repi e Dow, un beneficio strategico non trascurabile per l’intero ecosistema produttivo”.
Questa espansione logistica e operativa si accompagna a una penetrazione più incisiva nei mercati esteri? Quali orizzonti state esplorando e quali sfide geopolitiche incontrate?
“Assolutamente. Oltre ai mercati consolidati, quest’anno abbiamo siglato con Dow un accordo per la distribuzione in Spagna di sistemi poliuretanici per il settore footwear. Tale operazione, seppur complessa burocraticamente per via della creazione di nuova entità societaria in Spagna, ci permette sia di affacciarci a nuovi clienti internazionali che di completare il nostro portafoglio prodotti offrendo, a chi era già nostro cliente, l’intera gamma di cui siamo a disposizione. Tale progetto ci impegna in una strategia di adattamento meticolosa per garantire una transizione fluida e pienamente conforme. I settori di riferimento rimangono stabili, con l’80% focalizzato sulla sicurezza – un segmento che resiste alle fluttuazioni del casual – e il resto indirizzato all’outdoor e al fashion di marca”.
Il mercato è costantemente alla ricerca di materiali ultra-leggeri. Qual è la vostra posizione su questo trend, specialmente nel critico segmento delle calzature di sicurezza?
“Il dibattito sulla leggerezza spesso rischia di essere inconsistente. Nel comparto Safety, parliamo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): la priorità assoluta è la sicurezza e la durabilità. Ridurre di pochi grammi l’intersuola, che è la parte ammortizzante e confortevole, non ha un impatto sostanziale sul peso complessivo della calzatura, che supera i 600 grammi. Il focus sulla leggerezza non può e non deve compromettere la resistenza della suola e del battistrada, che devono garantire integrità strutturale, resistenza al taglio, alla perforazione e allo scivolamento. Attualmente, noi continuiamo a privilegiare materiali super-testati e con una densità e una mescola calibrate. Allo stesso tempo, lavoriamo insieme ai nostri partner per sviluppare soluzioni “sicure” che soddisfino tale richiesta di mercato. Il rischio, con innovazioni non pienamente validate, è di incorrere in difetti di lavorazione o, peggio, in rotture premature del prodotto finito”.
La sostenibilità e la conformità normativa sono pilastri irrinunciabili. Come si muove Dimac per garantire un approccio etico e tecnologicamente all’avanguardia?
“L’attenzione al green è cruciale, e la nostra ricerca si concentra su materiali che siano pienamente conformi alle normative come il REACH. Abbiamo un team interno specializzato, con la nuova generazione che supervisiona attentamente la selezione delle materie prime e il loro aggiornamento normativo semestrale. Questo rigore è vitale perché il mercato, soprattutto tramite canali meno controllati, è invaso da materiali non conformi, che praticano concorrenza sleale sui prezzi. La nostra azienda è custode di un know-how chimico molto avanzato: non vendiamo “plastica”, ma soluzioni dalla validità scientifica e rigorosamente controllata in poliuretano, una reazione chimica che sappiamo governare”.
Lei ha parlato di “legame affettivo” con la clientela. Qual è la grande sfida di un’azienda di servizio come la vostra in settori così diversificati?
“Dimac è un anello di congiunzione fondamentale. Siamo il trait d’union tra la grande e complessa industria chimica – che spesso non ha la flessibilità per assistere ogni singolo calzaturificio – e il produttore di calzature, che necessita di assistenza tecnica immediata. La nostra missione è il problem- solving proattivo. Non entriamo con un catalogo, ma con la domanda: “Qual è il problema che il tuo fornitore non riesce a risolvere?”. Il nostro valore aggiunto è creare un legame solido, quasi affettivo, con il cliente, garantendo una reperibilità e una risposta che superano la mera transazione commerciale. Il nostro obiettivo è garantire la continuità aziendale, per questo l’investimento nel nuovo stabilimento è dedicato alle future generazioni. Dobbiamo nutrire costantemente l’asset strategico di base, per assicurare prosperità e stabilità a lungo termine, anziché concentrarci solo sul risultato immediato”.

La famiglia Diterlizzi allo stand Dimac durante l’ultima edizione di Simac Tanning Tech
The Diterlizzi family at the Dimac booth during the latest edition of Simac Tanning Tech.
