Escomar, ottime prestazioni per la nuova scarnatrice in fase di test

Nel 2026 l’azienda di Arzignano è pronta a proporre un innovativo macchinario, certi che il trend del mercato conciario registrerà un’inversione di tendenza. Intanto sono stati migliorate e aggiornate le tecnologie dei prodotti della gamma

Sarà il 2026 l’anno giusto per la presentazione ufficiale dell’innovativa scarnatrice che Escomar ha praticamente ultimato. Nel frattempo l’azienda di Arzignano, specializzata nella produzione, manutenzione e commercio di macchine nuove ed usate per conceria, continua a lavorare con il proprio ufficio tecnico e il reparto Ricerca & Sviluppo, apportando modifiche e miglioramenti dal punto di visto tecnologico e delle opzioni disponibili della gamma dei prodotti, come conferma Mariano Ferrari, Sales Manager della Escomar.
“Siamo sicuri – l’anticipazione di Ferrari – che diventerà uno dei prodotti “top” del nostro marchio, anche per questo motivo abbiamo preferito posticipare l’ingresso nel mercato dopo ulteriori collaudi e verifiche, convinti che la situazione migliori rispetto al secondo semestre 2025. Trattandosi di soluzioni innovative, sono proseguite le verifiche dopo che il prototipo è stato collocato in una conceria del distretto di Arzignano, in modo da poterlo monitorare da vicino durante il completo ciclo di lavoro”.
“Più che nuovi modelli innovativi o stravolgimenti in una situazione complessa di impasse, che dura già da qualche anno, gli imprenditori in questo momento necessiterebbero di liquidità dalle banche o dalle finanziarie, e contemporaneamente un aiuto dagli enti pubblici, che permetta di sopperire al forte calo della domanda. Alcuni dati macro-economici, ad esempio quelli dell’occupazione in Italia, evidenziano che la ripresa è iniziata ma è necessario che i consumi riprendano in maniera decisa, a quel punto le aziende riprendono a lavorare a buon ritmo e solo allora possono investire su nuovi macchinari che rappresentano l’ultimo anello della catena: al momento questo meccanismo virtuoso non si è ancora messo in moto. Da parte sua l’intero comparto conciario, non solo quello vicentino, dovrà essere pronto, quando inizierà la ripresa economica, a mettere in atto un proficuo lavoro pubblicitario e di promozione, per contrastare i prodotti in plastica o di altra natura e far capire il vero valore della pelle. Sicuramente non sarà un’operazione facile, che necessita di un certo tempo, probabilmente non basteranno uno o due anni, ma è fondamentale crederci, coinvolgendo le giovani generazioni e puntando sulla qualità come da sempre viene fatto con il made in Italy”.
Per la Escomar non esiste l’alternativa che puntare sull’ottimizzazione della produzione e sulla ricerca di nuove soluzioni. “Le aziende che producono macchine per la rifinizione stanno diversificando la produzione in altri settori, noi operiamo nella prima fase del processo di concia, il “bagnato” e siamo quindi legati all’andamento del mercato conciario, oggi in una fase di contrazione. Tuttavia siamo convinti che gli investimenti fatti a livello tecnologico daranno alla lunga i loro frutti. Siamo fiduciosi sugli incentivi previsti da Industria 5.0, qualcosa siamo già riusciti ad ottenere ma il sistema nel suo complesso fatica ad ingranare, sarà necessario più tempo di quello preventivato e magari bisognerà renderlo più accessibile”.
Nella sede centrale di Arzignano si continua a lavorare anche su altri progetti. “Un altro dei core business dell’attività – conclude Ferrari – sono le presse, disponiamo già di modelli all’avanguardia che stiamo implementando con ulteriori sistemi innovativi e nuove tecnologie. Una delle novità sta nel fatto che abbiamo quasi completamente abbandonato l’idraulica e applicato l’elettroidraulica, per fare in modo che le movimentazioni siano comandate da sistemi inverter, che hanno come caratteristica principale la regolazione dei consumi elettrici con conseguenti risparmi di energia, come peraltro richiesto del mercato. Per quanto riguarda la robotica e l’automatizzazione sarà un leit-motiv per il futuro industriale, in ambito conciario lo sviluppo di questi sistemi sarà più lento, le variabili della pelle sono infinite e il controllo umano è, almeno al momento, indispensabile “.

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