Galli, Al servizio della pelletteria


Carlo Galli, Galli Spa

Anticipare le tendenze future e aiutare l’industria della pelletteria a essere sempre più flessibile. Galli ha obiettivi chiari e per raggiungerli ha messo in campo tutta la sua forza.

Galli

I rischi? Fanno parte del mestiere Ma chi pensa in grande deve continuare a farlo, nonostante le difficoltà. Si potrebbe riassumere così la filosofia della Galli, azienda di Vigevano attiva dal 1979 nella progettazione e produzione di macchine per la pelletteria. Ce lo conferma Carlo Galli, sales manager dell’azienda. “Periodi bui ne abbiamo già passati, e siamo ancora qua. Più forti di prima e più grandi di prima. Chi fa impresa, chi fa prodotto, sa di prendere dei rischi”. È in quest’ottica, dunque, che l’azienda si è presentata al Simac forte di importanti novità: “Negli ultimi quarant’anni non abbiamo mai fatto una fiera senza novità. Quest’anno ci siamo dati particolarmente da fare e siamo molto soddisfatti dei risultati, non è facile ma bisogna pensare positivo: è questo il nostro modo di operare”.

La prima grossa novità è a livello aziendale, ancor prima che di prodotto: “Ci siamo presentati in fiera non come azienda singola ma come gruppo, Galli Spa. Overmec, che è stata nostra consociata negli ultimi dieci anni, dall’anno scorso è entrata a far parte ufficialmente del gruppo Galli: più di 60 persone attive nella produzione di oltre 150 modelli, una gamma completa di macchine per il mondo della pelletteria. Siamo riusciti nell’intento di presentare qui al Simac più di dieci macchine nuove e due anteprime mondiali per il mondo della pelletteria e dei cinturifici”.

Le anteprime mondiali portano il marchio Galli decisamente nel futuro: robotica e automazione, è questa la via da seguire. “Abbiamo presentato una macchina che colora tramite un robot che è stato sviluppato e costruito tutto internamente, senza appoggiarci ai grossi costruttori” spiega Galli, “perché a nostro parere la robotica disponibile sul mercato non è specifica per i prodotti di pelletteria. Abbiamo deciso quindi di creare dei robot mirati per la nostra industria, ottenendo anche un livellamento dei costi e riuscendo quindi a mantenere un prezzo finale competitivo sul mercato.

La seconda anteprima mondiale è una macchina completamente computerizzata che è l’insieme di tre nostre macchine. Quattro lavorazioni montate su tre teste, lavorazioni che prima dovevano essere fatte per forza slegate, con un operatore che doveva passare fisicamente da una macchina all’altra; abbiamo unito tutto e creato una linea automatica”.

Macchine nuove non solo nell’aspetto ma anche, o soprattutto, nella concezione. Perché la pelletteria sta cambiando, come ci tiene a sottolineare Galli: “La pelletteria moderna o ha grandi volumi e quindi richieste di velocità molto elevate per le macchine, oppure richiede macchine con volumi ridotti ma flessibilità molto elevata. Questo è maggiormente vero per il mercato europeo, dove i grossi volumi non ci sono più o quantomeno si sono molto frammentati. Ciò ha creato l’esigenza di avere macchine flessibili nel cambio dei parametri e dei setting”.

Esigenza che l’azienda di Vigevano ha deciso di assecondare proponendo nuovi modelli: “Sono macchine di nuova concezione, magari derivate da vecchie tipologie di macchinari che già si utilizzavano, ma completamente riviste nelle interfacce per far sì che l’operatore sia in grado di richiamare tramite touch screen o computer tutti i settaggi della macchina. Combinando ciò alla possibilità di cambiare i settaggi fisici in tempi rapidi, abbiamo creato dei macchinari molto performanti soprattutto per quanto riguarda il cambio di formati o di articoli”.

Questa nuova direzione racchiude una precisa scelta commerciale: “Abbiamo scelto di andare incontro a quella fascia di mercato che rischiava di rimanere fuori, quelle aziende che, a causa dei volumi ridotti, non hanno delocalizzato la produzione e sono rimaste in Europa, costrette però a usare macchinari di vecchia concezione, al punto che tante volte non usavano nemmeno il macchinario perché facevano prima a fare a mano. Noi seguiamo molto i clienti presso le loro produzioni, questo ci dà la possibilità di avere il polso della situazione e di fare test reali con le loro macchine, cosa importantissima per noi perché se è vero che conosciamo le macchine e conosciamo i prodotti, è anche vero che non siamo esperti di flussi produttivi, o quantomeno ogni cliente ha un flusso diverso dall’altro. Ci siamo concentrati proprio su questo, cercando di costruire macchine che non creino vincoli riguardo al flusso di lavoro da utilizzare, flessibili per tutte le tipologie di prodotto”.

Galli

Anche il restyling estetico delle macchine che la Galli ha recentemente effettuato si inserisce nell’ambito di una visione più ampia: “Abbiamo cercato di rendere le nostre macchine il più aperte possibile, mantenendole al tempo stesso sicure. Ora gli operatori hanno la possibilità di vedere attraverso le macchine, si creano così delle trasparenze e si evitano quei ‘muri’ di macchine tipici delle aziende”.

A conti fatti la strategia della Galli punta a portare la pelletteria nel futuro. Carlo Galli conferma: “È vero che il pellettiere tende a fare a mano, ma ci sono tante attrezzature e tante soluzioni tecniche che possono aiutarlo. Noi cerchiamo di anticipare il cliente, non aspettare la sua risposta, e studiare nuovi processi lavorativi, come abbiamo fatto con la fusione delle tre macchine. Oggi a fare macchinari complessi ci si mette poco, mentre renderli semplici è la cosa più difficile da fare. E nel momento in cui il cliente non usa la macchina perché troppo complessa, per quanto sia bella la macchina finisce inutilizzata”.

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