Galli Spa, automazione senza sostituzione

L’ingegneria del lusso: Galli riscrive il flusso produttivo con sistemi robotici e visione artificiale per la pelletteria

Il comparto manifatturiero dell’alta moda e della pelletteria è a un bivio: la necessità di precisione estrema e l’urgenza di superare la carenza di personale specializzato. In questo scenario, l’azienda Galli, riferimento indiscusso nella progettazione e realizzazione di macchinari per la lavorazione della pelle, continua a emergere come partner tecnologico delle aziende manifatturiere. Con un’eredità consolidata, l’impresa sta ridefinendo gli standard operativi attraverso un’integrazione sofisticata di automazione e sistemi di visione, garantendo efficienza senza compromettere l’artigianalità.
Abbiamo incontrato Davide Galli, Direttore Generale dell’azienda, per approfondire le ultime evoluzioni tecnologiche presentate al mercato, che promettono di snellire i processi e di riqualificare il ruolo dell’operatore umano.
Quali sono le direttrici tecnologiche che guidano la vostra più recente evoluzione, in risposta alle sfide di un mercato in costante mutamento e alla crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata?
“La nostra strategia di quest’anno ha posto un accento marcato sull’automazione avanzata. Abbiamo introdotto soluzioni di auto-asservimento per i macchinari, pensate specificamente per aiutare le aziende a non utilizzare manodopera in attività monotone, ripetitive e a basso valore. L’obiettivo è chiaro: supportare il personale, specialmente quello più esperto, e affrontare la crescente sfida della carenza di operatori qualificati nel settore”.
Il vostro sistema di visione artificiale è già un punto di riferimento. Quali sono gli upgrade o le nuove implementazioni che innalzano ulteriormente l’asticella delle performance e della versatilità?
“Abbiamo dedicato molte risorse su questo progetto, in particolar modo per l’ambito software. Prendendo spunto dalla tecnologia che tutti utilizziamo, gli smartphone, abbiamo realizzato una programmazione e una interfaccia uomo- macchina molto intuitiva e di facile utilizzo per chiunque. Rispetto al passato la programmazione di un oggetto, con un incollaggio specifico, richiede pochi secondi; questo grazie anche a nuove funzionalità che permettono di effettuare lavorazioni immediate, fornendo unicamente semplici parametri di base”.
A proposito di versatilità e dimensioni: quale riscontro state ottenendo con la versione compatta della vostra tecnologia Vision e quale nuovo sistema di robotizzazione avete introdotto per l’alta precisione?
“La versione Mini della Vision, ideale per la prototipazione, piccole produzioni o per l’utilizzo nelle fasi di montaggio del prodotto, ha suscitato interesse, sebbene stiamo ancora definendo le applicazioni che ne sblocchino appieno il potenziale. Tuttavia, la novità più significativa è il prototipo “Delta Vision” un sistema robotico delta, interamente costruito in-house, che sfrutta la tecnologia della visione ottica del modello Vision, per un’altra fase di lavoro; l’accoppiamento di alta precisione. Questo sistema scatta una foto, individua i pezzi (ad esempio, elementi già incollati o pre-lavorati) e li sovrappone con una precisione millimetrica. L’operatore definisce con semplicità la posizione target – “pezzo A su pezzo B, in alto a destra” – e la macchina esegue l’operazione in maniera ripetitiva e impeccabile, un asset fondamentale per gli accoppiamenti di alta gamma”.
L’implementazione di questi robot si integra con altri processi. Come si inserisce il recente sviluppo in collaborazione con Mitsubishi, e in che modo ottimizza le operazioni di logistica interna e preparazione?
“La collaborazione con Mitsubishi ha dato vita a “Teknobot”, con il quale abbiamo dimostrato, ad esempio, la capacità di caricare etichette e farle marchiare dalla fustellatrice/stampatrice FT1 Tekno. Le applicazioni di questa tecnologia si prestano ad essere utilizzate anche con molte macchine pre- esistenti di ultima generazione. Abbiamo realizzato anche molti altri progetti con robot antropomorfi e oggi siamo preparati nell’aiutare i clienti, nell’utilizzo di questa tecnologia per sgravare l’operatore da operazioni ripetitive ed alienanti”.
Si parla spesso di automazione come sinonimo di sostituzione umana. In un contesto così tecnologicamente avanzato, quanto resta cruciale il ruolo dell’essere umano e come vedete evolvere la sua funzione in fabbrica?
“L’operatore è e resterà sempre fondamentale, in particolare per l’esperienza e la conoscenza intrinseca del prodotto. La tecnologia deve agire da supporto, non da sostituto. L’operatore si focalizzerà dunque sul controllo del corretto funzionamento e sulla qualità finale. Il nostro scopo è rendere la macchina più “intelligente” per liberare l’operatore dalle mansioni di scarso valore aggiunto, permettendogli di concentrarsi sull’obiettivo reale: la massima qualità del prodotto. Altro esempio a sostegno di questa affermazione è il nuovo caricatore automatico per cinture che abbiamo integrato sulle macchine per l’incollaggio serie TB. Questo non solo ottimizza e velocizza i processi, ma apporta un significativo sgravio fisico per l’operatore, garantendo un’efficienza costante, cosa che l’intervento umano non può assicurare”.
La sfida più grande, in questo scenario di rapida trasformazione e di costante spinta all’efficienza, quale ritiene che sia per un’azienda come la vostra?
“La sfida più grande è mantenere la nostra capacità di reazione e adattamento ai cambiamenti frenetici del mercato e della tecnologia. Dobbiamo stare al passo con l’evoluzione, non subirla. Per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale nel nostro settore, al momento non è ancora una richiesta diretta. Credo che il suo impiego sarà più rilevante nella gestione e ottimizzazione della produzione aziendale, ma resta uno strumento per facilitare l’operatore, non per sostituirlo”.
Infine, l’assistenza post-vendita e la formazione sono elementi chiave. Quali investimenti state facendo per rafforzare il rapporto con il cliente oltre la vendita del macchinario?
“Il servizio post-vendita è da sempre un nostro punto di forza e continuiamo a investire in risorse qualificate per il massimo supporto. Ma stiamo spingendo molto sulla formazione diretta al cliente. Organizziamo intere giornate formative presso le loro sedi per assicurare che gli operatori comprendano a fondo il funzionamento reale della macchina. Questo non solo si traduce in meno richieste di assistenza per noi, ma soprattutto in maggiore efficienza e produttività per il cliente, perché la vera qualità e performance non nascono dai numeri, ma dalla perfetta comprensione e operatività sul prodotto”.

LE COLLABORAZIONI
La geometria del lusso: Galli e la strategia della prossimità operativa globale

Nel dinamico scacchiere globale della manifattura di alta gamma, dove la precisione artigianale si fonde inesorabilmente con l’efficienza robotica, l’approccio al mercato non può più limitarsi al grande palcoscenico fieristico. Galli ha elevato la sua strategia commerciale a una vera e propria “Diplomazia tecnologica distribuita”: l’Open House diventa il trait d’union tra l’innovazione di laboratorio e la realtà produttiva del cliente.
La partecipazione a eventi di risonanza internazionale, come SIMAC TANNING TECH o IILF CHENNAI, è fondamentale per stabilire la visione e la brand awareness. Tuttavia, l’effettiva conversione tecnologica si concretizza nell’ambiente controllato e mirato delle sedi operative dei partner strategici. Galli, anche quest’anno, ha sviluppato un calendario tattico di eventi in loco che mira a intercettare i principali distretti del lusso europeo, offrendo un’esperienza immersiva che supera i limiti logistici e dimostrativi dello stand convenzionale.
Il circuito di Open House attesta questa capillarità:
• Francia (Mours-Saint-Eusèbe): l’appuntamento con SAS BERAUD rafforza il legame con l’industria francese, baluardo della produzione di articoli in pelle di altissimo pregio.
• Italia (Scandicci): l’incontro presso COLZI rinsalda, ogni anno, la partnership strategica nel cuore pulsante del Made in Italy e del distretto fiorentino.
• Spagna (Ubrique): l’evento con PACO BAZAN SL consolida la presenza nel cruciale hub iberico per la produzione di accessori e articoli pregiati.
Queste sessioni non sono una semplice vetrina di prodotti; sono laboratori temporanei dove le soluzioni più evolute, dalla VISION² ai sistemi di auto-asservimento, vengono testate live sotto lo sguardo attento di tecnici e manager.
La ragione profonda di questa strategia risiede nella ricerca della massima pertinenza operativa. Il produttore di alta gamma necessita di risposte certe sull’integrazione di sistemi robotici con materiali, spessori e tolleranze specifici.
1. Validazione sul materiale: L’Open House permette di eseguire benchmark e test di lavorazione con la pelle e i componenti propri del cliente. Ciò garantisce una validazione funzionale che l’ambiente fieristico non può eguagliare, superando ogni incertezza sull’adattabilità dei macchinari.
2. Riduzione del gap logistico: portando la tecnologia direttamente ai centri di produzione, GALLI minimizza l’impegno logistico e di tempo richiesto ai decision maker locali, stimolando una partecipazione più qualificata e focalizzata.
3. Potenziamento del know-how: ogni Open House è un’occasione di trasferimento di conoscenza intensivo. I tecnici Galli affiancano gli operatori del cliente, trasformando la dimostrazione in una vera e propria formazione avanzata sull’interfaccia uomo-macchina. Questo approccio è cruciale per sbloccare il pieno potenziale delle macchine e per mitigare il gap di competenze nel settore.
In definitiva, attraverso la sua rete di Open House distribuiti, l’azienda vigevanese non si limita a vendere l’ultima generazione di macchinari; offre un servizio di consulenza tecnologica on-site. Questa strategia definisce l’azienda come un partner imprescindibile nella complessa equazione tra innovazione, velocità produttiva e l’inalienabile esigenza di qualità impeccabile che caratterizza la pelletteria di lusso.

INNOVAZIONE & TECNOLOGIA CONNETTIVITÀ E PRECISIONE ESTREMA: LA TRANSIZIONE 4.0 DI GALLI NELLA PELLETTERIA
Dall’incollaggio intelligente all’ecosistema interconnesso: i nuovi standard tecnologici per l’alta manifattura

L’industria della pelletteria di alta gamma è in piena metamorfosi, guidata dalla duplice esigenza di elevare la qualità intrinseca del prodotto e di ottimizzare i cicli produttivi attraverso la digitalizzazione. Galli, forte della sua leadership ingegneristica, ha risposto a questa sfida accelerando il passo verso la Fabbrica 4.0, con un focus strategico sull’automazione intelligente e la connettività di sistema. Le recenti evoluzioni dei suoi macchinari più noti non sono semplici upgrade meccanici, ma vere e proprie piattaforme hi-tech progettate per snellire le operazioni, annullare la ripetitività e rendere l’interazione uomo-macchina più intuitiva ed efficace.
Visione artificiale e incollaggio: il trionfo dell’Intelligenza Macchina
Il segmento dell’incollaggio e della preparazione è da sempre cruciale per la qualità finale del manufatto in pelle. l’azienda ha investito in modo significativo nell’integrazione di sistemi di visione ottica (cvs) all’interno delle sue incollatrici automatiche, come testimoniato dal successo delle linee vision² e mini vision². questi sistemi rappresentano un salto quantico rispetto ai modelli tradizionali:
• precisione ottica superiore: la vision² utilizza una telecamera per individuare con esattezza la posizione del pezzo in pelle o del componente, garantendo che l’applicazione dell’adesivo o della colla avvenga con una tolleranza minima.
• Kosmos: a supporto di questa tecnologia, il software proprietario è stato specificamente sviluppato per massimizzare le potenzialità delle incollatrici cnc con visione, e non solo. Esso permette una programmazione flessibile e un utilizzo ottimizzato dei dati, permettendo la creazione di una database condivisibile e utilizzabile quotidianamente dagli operatori. Tutto questo si traduce in ottimizzazione dei tempi di programmazione, esecuzione del lavoro, ottimizzazione del materiale e riduzione degli sprechi.
• adattabilità scalare: l’introduzione della mini vision² risponde alla crescente domanda di soluzioni compatte ed economiche per la prototipazione o i lotti di produzione più limitati, democratizzando l’accesso alla tecnologia di visione ottica anche per i laboratori più agili.
Verso la connettività pervasiva: macchine 4.0 e sistemi ibridi
L’innovazione di Galli non si esaurisce nei sistemi di visione; l’azienda ha implementato significativi miglioramenti nell’aiuto all’integrazione dei sistemi 4.0.
• HYPERVISOR: A consolidamento dell’ecosistema 4.0, il software Hypervisor è stato pensato per facilitare la connettività aziendale, agendo da ponte tra i macchinari hi-tech e l’infrastruttura IT del cliente. L’obiettivo è duplice: garantire il perfetto stato di efficienza attraverso la diagnostica remota e semplificare le procedure di utilizzo da parte dell’operatore.
Focus sulla cintura: automazione efficace
Un focus distintivo dell’ultimo periodo è lo sviluppo di sistemi integrati per la produzione di cinture, combinando expertise consolidate e nuove automazioni. Un esempio lampante è l’abbinamento tra l’incollatrice automatica TB e un sistema di carico automatico. Questa sinergia elimina la necessità per l’operatore di disporre manualmente le strisce di pelle, ottimizzando drasticamente il throughput e riducendo al contempo il carico fisico. La capacità di offrire soluzioni “su misura”, combinando tecnologie esistenti con moduli di automazione personalizzati, è il fattore differenziante che posiziona GALLI come partner strategico nella risoluzione delle problematiche produttive più complesse.
In conclusione, l’evoluzione tecnologica di GALLI non mira a soppiantare l’abilità umana, ma a moltiplicarne l’efficacia liberando la manodopera specializzata dalle azioni seriali e di basso valore aggiunto.