GUSBI Economia circolare ed ecostenibilita’

GUSBI
Gusbi, azienda di Vigevano giunta alla terza generazione, eccelle per l’attenzione all’ambiente: una filosofia che prosegue sin dalla fondazione, avvenuta nel 1946

E’ stata tra le prime aziende in assoluto a poter vantare la “Targa Verde”, lo strumento istituito dall’Assomac (l’Associazione nazionale costruttori tecnologie per calzature, pelletteria e conceria), che rappresenta un percorso volontario utile a informare il cliente finale sui parametri di efficienza e riduzione dell’impatto ambientale delle tecnologie prodotte. Ma per la GUSBI di Vigevano (Pavia) l’attenzione all’ambiente rappresenta da sempre un marchio di fabbrica, una filosofia portata avanti sin da quando venne fondata nel 1946, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, da Terenzio Bianchi e da Emilio Gusberti, con quest’ultimo che poi negli Anni Ottanta cedette le sue quote al socio. Ora la GUSBI, leader nella produzione di impianti “chiavi in mano” per suole e calzature in poliuretano, è giunta alla terza generazione, con la nipote del fondatore, Irene Bianchi.

Irene Bianchi

Irene Bianchi

“Da sempre la GUSBI – conferma Irene – investe in ricerca e sviluppo di per soluzioni ecologiche, impegnandosi quotidianamente a sostenere una produzione sostenibile. Con un certo orgoglio possiamo dire che siamo protagonisti diretti dell’economia circolare, le nostre macchine consentono ai clienti di iniettare il poliuretano, recuperare gli scarti che vengono sminuzzati e iniettati nuovamente, senza scarti e senza soluzione di continuità. Per noi non è una novità: si tratta di una tecnologia già conosciuta da 20 anni, ma soltanto negli ultimi tempi la maggior parte delle aziende calzaturiere va alla ricerca di un approccio sostenibile o comunque si è convinta dell’importanza del riciclo. Si tratta di un’esigenza sempre più sentita nel settore della moda dove è importante che un brand sia sostenibile e lavori nel rispetto dell’ambiente”.

In che modo vi confrontate con il cliente?
“Non tutti, soprattutto all’estero, sono a conoscenza di questo percorso virtuoso a favore della sostenibilità. A chi non lo conosce viene presentato, alla fine rimane un’opzione perchè non è di interesse comune per tutti i mercati: alcuni lo recepiscono in maniera positiva, altri arriveranno al momento giusto. In certi Paesi esistono incentivi statali di fronte alla sostenibilità, quindi gli imprenditori sono più motivati: io ritengo che sarà un’esigenza sentita più negli anni futuri, visto che la strada è tracciata ormai dappertutto. Ovviamente la decisione finale spetta al cliente: noi la proposta gliela facciamo sempre, visto che disponiamo già di una tecnologia che consente di mescolare il poliuretano con il sughero e quest’ultimo può essere sostituito con un materiale riciclato. In tal senso non dobbiamo apportare nessuna modifica al macchinario, già predisposto per un percorso pienamente ecosostenibile. La certificazione delle macchine con la targa verde non rappresenta solo un’etichetta ma è il significato di una “mission” a cui crediamo fortemente. L’esistenza di potersi fregiare di questo distintivo “green” è sempre più sentita, Un cliente che aveva nostri impianti acquistati 10-15 anni fa, ha chiamato spontaneamente un perito esterno per farli certificare in questo senso”.

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Tradizionalmente le cosiddette “giostre” producono un elevato consumo di energia, i vostri impianti sono “energivori”?
“Il risparmio energetico si configura alla fonte e il problema è quasi sempre legato alla strumentazione. Noi siamo un’azienda che costruisce impianti, ognuno dei quali è assemblato con componenti che acquistiamo nelle migliori multinazionali che, dotate di dipartimenti per il risparmio energetico costosi e sofisticati, investono già molto per disporre di una componentistica che punta alla riduzione dei consumi. In altre parole il miglior modo per poter offrire una macchina con un consumo energetico controllato al minimo è quello di utilizzare componenti per i quali già a monte è stato studiato questo percorso. Noi siamo preparati, conosciamo l’argomento e sappiamo cos’è il “carbon footprint”, ossia il sistema che attesta e certifica i consumi in termini di impatto di CO2 e di emissioni, certificato dall’istituto RINA di Genova”.

Ci può fare un esempio di sostenibilità nel ciclo produttivo?
“Uno significativo riguarda il lavaggio della testa dei nostri macchinari. In passato si sono sempre utilizzati solventi, ossia agenti chimici che soprattutto in un’area di produzione circoscritta dà odore nell’aria e viene inalato dal personale, quindi è sicuramente nocivo sia per l’ambiente che per la salute dell’operaio. Abbiamo quindi sviluppato un metodo che prevede l’utilizzo di acqua calda a 80 gradi anzichè componenti chimici. Meglio dell’acqua non c’è nulla, visto che non inquina e nello stesso tempo consente di ridurre i costi dei solventi. E’ un progetto che portiamo avanti da molto tempo, ci abbiamo sempre ragionato e ora vogliamo inserirlo nel sistema standard dell’impianto”.

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Quali vantaggi comporta intraprendere la strada del “green”?
“Tanti, sono i numeri a dirlo. E gli approcci al “green “molteplici: ad esempio quando un cliente deve scegliere se distribuire il distaccante con un robot o manualmente abbiamo notato che nel secondo caso l’operatore tende ad usare una notevole quantità di prodotto perchè vuole essere sicuro di quanto fatto. Esiste anche un problema di qualità: se il distaccante viene distribuito in maniera eccessiva, rischia di lucidare la suola in maniera troppo forte o addirittura può creare delle chiazze. Il robot invece, programmato per “seguire” la cavità nello stampo utilizzando un numero preciso di grammi, distribuisce la sostanza nel migliore dei modi, con il doppio vantaggio di un lavoro fatto meglio e di una riduzione dei consumi e quindi dei costi. Spesso all’estero, dove il costo della manodopera è inferiore, preferiscono proseguire manualmente, ma molti cambiano strategia. Alcuni clienti fanno resistenza ad inserire dei robot antropomorfi o collaborativi in un impianto, ma quando riusciamo a convincerli i risultati sono veramente vantaggiosi”. www.gusbi.com