In un mercato calzaturiero in perenne equilibrio tra il fascino intramontabile della tradizione artigianale e la spinta inarrestabile verso l’innovazione, Italsform resta un fornitore d’eccellenza delle principali firme di alta moda, per il quale la fedeltà al cuoio si intreccia con la sperimentazione di materiali alternativi, la passione per la qualità si confronta con le incertezze economiche, ma la resilienza e la voglia di guardare al futuro restano i motori di un’azienda che interpreta con lungimiranza le sfide del presente.
Abbiamo incontrato in sede Viviana Pirini. Osservando l’attuale panorama del mercato calzaturiero, i brand puntano sul classico o c’è più varietà?
“È difficile dare una risposta netta. Vi sono molti brand che continuano a sperimentare con materiali diversi, non solo il classico cuoio. Alcuni, fedeli alla loro identità, puntano forte sulla tradizione del ‘noi facciamo cuoio di qualità’, magari arricchendolo con dettagli migliorativi, ma senza stravolgersi per seguire ogni moda. Contemporaneamente, c’è una forte spinta verso soluzioni che stanno avendo un successo incredibile, fra cui quelle che puntano sulla cosiddetta costruzione ‘a colla’ o sull’uso estensivo della gomma. Il classico formale resiste, ma la comodità è regina. In certi casi il cuoio tradizionale, per quanto pregiato, a volte cede il passo a materiali percepiti come più confortevoli nell’immediato. Alcuni nostri clienti storici, specializzati nel cuoio, continuano su quella strada, forse con risultati altalenanti per le linee più fashion, mentre le vendite di prodotti orientati al comfort tengono bene. Pur in un contesto che privilegia gomma e comfort, il cuoio classico di qualità continua ad avere i suoi estimatori. Una clientela legata al formale e al pregio intrinseco del materiale assicura una domanda costante per questa nicchia, anche a fronte di un mercato generalmente orientato verso altre direzioni.”
Nonostante un anno complesso, quali sono le prospettive e le speranze concrete per una ripresa del settore?
“L’ultimo anno ha presentato sfide significative, che abbiamo affrontato con grande impegno e flessibilità, gestendo tutti i processi internamente. La ripresa a pieno regime richiede uno sforzo considerevole, ma siamo fermamente determinati a perseguire un percorso di crescita. Al momento, il portafoglio ordini ci garantisce operatività; auspichiamo che il mercato manifesti presto segnali di ripresa, con una possibile inversione di tendenza attesa tra settembre e ottobre.”
Qual è il legame tra relazioni solide con i brand e la capacità di sviluppare progetti innovativi di successo?
Con alcuni brand in particolare, che non citiamo per privacy, c’è un ottimo dialogo. Ci commissionano molti campionari e questo ci dà buone opportunità. Sentiamo che ci seguono con attenzione e ci supportano anche con articoli diversi da quelli storici. È un rapporto basato sulla fiducia e sulla cura reciproca. Questa vicinanza, nasce dall’attenzione che mettiamo nel nostro lavoro e nel servizio che offriamo. L’azienda non vive solo di tradizione, ma coltiva anche l’innovazione. Un progetto presentato questo anno che ci sta particolarmente a cuore è una suola tecnica, sviluppata internamente: un prodotto tecnicamente molto valido, brevettato, di una comodità che oserei definire straordinaria. L’idea sarebbe di commercializzarla, magari anche con un nostro marchio, perché è frutto del nostro ingegno e abbiamo tutte le attrezzature per produrla internamente, dal monoblocco in microporosa alle finiture.
Tuttavia, la commercializzazione presenta ostacoli, in quanto mettere in piedi una linea di vendita diretta, magari online, richiede un magazzino e una logistica per consegne immediate. Dovremo decidere viceversa se proporla ai brand di alta fascia che potrebbero inserirla in collezione come prodotto di lusso vista la complessità della lavorazione.
Per ora, complice il sovraccarico di lavoro attuale, il progetto è in stand-by e continuiamo a lavorarci internamente quando possibile. È qualcosa in cui crediamo molto, perché ci permetterebbe di distinguerci ulteriormente, uscendo dalla nostra comfort zone del ‘solito’ cuoio elegante. L’idea è di tenerlo vivo, magari riproponendolo periodicamente, in attesa del momento giusto per un lancio più strutturato.
Per quanto concerne la partecipazione agli eventi fieristici, essa continua a essere considerata un appuntamento di cruciale importanza?
La nostra presenza alla fiera di riferimento del settore è sempre stata una costante, un momento di incontro con il mondo della moda e la presentazione di novità. Naturalmente, le dinamiche logistiche e organizzative possono variare di edizione in edizione, ma partecipare rimane per noi un investimento strategico fondamentale. Al momento riteniamo che la nostra fiera principale soddisfi pienamente le nostre esigenze di visibilità e contatto con il mercato.”
Navigando a vista tra la fedeltà alla tradizione artigianale del cuoio e la necessità di rispondere a una domanda di comfort e innovazione, spesso trainata da materiali alternativi come la gomma e la micro, nonostante le difficoltà recenti e un mercato incerto, emerge la resilienza, la passione per il prodotto di qualità e la volontà di investire in progetti innovativi, seppur con la prudenza dettata dalle contingenze economiche e logistiche.

Davide Sarpieri e Viviana Pirini