Mac Man, la creazione di un brand per le sfide future

mec man giant
Mac Man, azienda di Lugo di Vicenza, pronta per il rilancio appena il mercato si sarà rimesso in moto   

La creazione e valorizzazione di un brand per affrontare le sfide del mercato, quelle imminenti del post-pandemia sanitaria ma anche quelle proiettate nel futuro. É questo l’obiettivo che si prefissa l’azienda di Lugo di Vicenza, fondata nel 2003 da Marco Agostini e Giovanni Baron, due imprenditori che hanno saputo supportare, con perseveranza ed impegno, una straordinaria crescita, sino a far diventare la loro azienda un punto di riferimento nel cuore del mondo conciario. Per anni la realtà veneta si è occupata di manutenzione e produzione di ricambistica per essiccatoi sottovuoto, palissoni e sistemi del vuoto, per poi evolvere nella produzione vera e propria degli impianti con il proprio marchio. La MEC MAN diventa subito leader sul mercato nazionale e internazionale per gli impianti di grandi dimensioni, progettando e realizzando macchine che fino a quel momento sembravano impossibili. Negli ultimi anni sono stati realizzati, tra gli altri, il Mec Giant 8.0, mentre il modello 9.0 rimane il più grande al mondo con la misura dei piani di 9 x 3,4 metri.

“La creazione di un brand – conferma Marco Agostini – è sempre stata la nostra sfida principale, indispensabile per valorizzare la nostra identità e trovare via via maggiore spazio nel comparto conciario. Un team molto unito e fortemente motivato, cresciuto in maniera graduale e composto attualmente da una ventina di unità, con ingegneri e tecnici intercambiabili tra loro è la base della nostra forza: la nostra è una sfida che portiamo avanti ogni giorno, perchè un brand affidabile significa garantire al cliente prodotti e servizi. Mai come nella situazione attuale, dopo quasi un anno e mezzo di attività quasi ferma, sarà fondamentale proporre al cliente un acquisto sereno, propositivo e adeguato ai tempi. Fornire qualità di prodotto, competenza tecnica e un servizio post vendita di primo livello diventano elementi indispensabili. Il tutto accompagnato da prezzi che devono essere sempre competitivi. 

Il lungo periodo di stasi ha penalizzato in particolare la vendita di macchine per conceria, giusto? “Per la verità l’intero settore ha finito con il paralizzarsi perchè si sono bloccati i consumi, a quel punto con i magazzini pieni e pochissime richieste, anche la produzione di pelli si è fermata o quasi. Adesso però siamo ripartiti, grazie agli incentivi generati dall’Industria 4.0 e altri incentivi a livello nazionale ed europeo che stanno arrivando. Sarà il tempo a dire quanto questa ripresa sarà veloce, noi però ci faremo trovare pronti anche per il fatto che negli anni a venire si continuerà a crescere, in un mercato in cui la qualità, la professionalità e il prezzo saranno componenti sempre più fondamentali”.

Come avete trascorso i 15 mesi di pandemia? “Per la verità non ci siamo fermati neanche un giorno, abbiamo sempre lavorato. In particolare il periodo del lockdown della primavera 2020 l’abbiamo utilizzato per investire in sviluppo e ricerca, e contemporaneamente nello studio di nuove idee, come non avevamo potuto fare negli anni precedenti per mancanza di tempo. Il risultato è che in queste settimane, ad inizio maggio, abbiamo installato in una conceria del distretto di Arzignano il primo palissone, che è proprio il frutto degli studi e progetti portati avanti nell’ultimo anno, dotato di una tecnologia molto avanzata e con un prezzo molto competitivo. Si tratta di un macchinario che viene dopo il sottovuoto, arricchirà l’offerta di un reparto dove noi vogliamo diventare leader. Nel 2022 contiamo di diventare un punto di riferimento nel reparto asciugaggio, e nel frattempo già abbiamo concluso l’accordo per altri tre macchinari uguali, uno a Solofra, in Campania, e altri due in Turchia, che consegneremo nei prossimi mesi”. 

Quanto vi sono mancate nell’ultimo anno e mezzo le fiere internazionali e quali potrebbero essere le rassegne in agenda nella seconda metà del 2021? “Moltissimo, soprattutto per un’azienda come la nostra che non vanta ancora un brand conosciuto a livello internazionale e una rete commerciale ramificata in tutto il mondo. Noi abbiamo sempre investito nelle fiere, nelle ultime edizioni del Salone Tanning Tech di Milano siamo stati gli espositori con i macchinari più grandi nello stand. Da anni le fiere del settore, sparse in tutto il mondo, non sono più l’occasione per vendere ma piuttosto mettere in mostra i modelli più ambiti nel mercato e attirare l’attenzione di potenziali nuovi clienti. Per quanto riguarda le fiere internazionali contiamo di esserci a Milano in settembre, se verrà confermata, poi bisognerà vedere quali altri eventi verranno organizzati.

mec man titan

Gli spostamenti aerei per motivi di lavoro? Per quanto ci riguarda non avendo ancora sviluppato le aree asiatiche non abbiamo vissuto la problematica di non poterli raggiungere, mentre per i nostri mercati di riferimento come Messico, tutta l’Europa, India e Turchia non è stato un problema visitarli”. 

Quali sono le scadenze principali che riguardano la MEC MAN nel prosieguo dell’anno? “Al momento abbiamo ordini sino a novembre, quindi per altri sei mesi, ma se andranno a buon fine alcune trattative saremo coperti sino a marzo 2022. Oggi la capacità produttiva è questa, non vogliamo spingerci oltre. Per crescere ulteriormente aspettiamo di registrare la ripresa e la successiva stabilità del mercato, ma soprattutto capire se a breve ci sarà quel “picco” ipotizzato da molti economisti. Come abbiamo sempre fatto cercheremo di crescere gradualmente anche nella forza lavoro. Da qualche anno ospitiamo stage di studenti dai 16 ai 18 anni, iscritti alle scuole professionali del comprensorio dell’Alto Vicentino con le quali abbiamo instaurato un forte rapporto collaborativo. Crediamo tantissimo nella possibilità di crescere internamente quelli che potrebbero essere i nostri futuri tecnici. Contestualmente stiamo ricercando un secondo ingegnere progettista per potenziare l’ufficio tecnico e anche un elettricista con esperienza, entrambe figure difficili da trovare sul mercato”. 

Siete fiduciosi in una forte ripresa economica dopo il post-pandemia? “Tutto è legato alle campagne vaccinali anti-Covid, attualmente la situazione è molto diversa anche tra i vari Paesi di uno stesso continente, anche se pensiamo che in Italia e buona parte dell’Europa la situazione sia incoraggiante. Alla MEC MAN siamo sicuri di aver seminato e investito bene, soprattutto nelle nuove tecnologie e sotto il profilo dell’ecosostenibilità, dove abbiamo creato un nostro marchio ECO DRYED LEATHER che identificherà quegli impianti con caratteristiche tali, da poter accedere agli incentivi legati al risparmio energetico e a tutte quelle applicazioni che si possono racchiudere sotto il segno del green”.
www.mecman.net