Osmo-HTF, verso il 2026 sempre nel segno dell’innovazione

Il 2025 si conferma essere un anno di ulteriore rilancio per le due industrie del gruppo di Arzignano, brand leader a livello mondiale nella produzione e vendita di prodotti chimici per la pelle

È stato un anno crescita, con investimenti importanti e il lancio di nuovi prodotti, per il gruppo di Arzignano (Vicenza), composto dai marchi Osmo (fondata nel 2006 da Andrea Piazza, Ludovico Massignan e Fabrizio Nicoletti) e HTF (dal 2012 con Paolo Armelli), brand leader a livello mondiale nella produzione e vendita di prodotti chimici per la pelle, che costituiscono un binomio diventato da anni un punto di riferimento nel mercato internazionale di settore. Le due industrie seguono il processo completo: la Osmo si concentra sulla prima fase, che va dal grezzo al crust tinto, in virtù della forte competenza anche nell’ambito dei coloranti, mentre la HTF (acronimo di High Technology Finishing) è specializzata nella lavorazione del cuoio, occupandosi della fase di rifinizione attraverso delle tecniche di fissaggio all’acqua, messe a punto con la creazione di una gamma di prodotti pronti all’uso per qualsiasi articolo. Attualmente il gruppo, che può contare su uno staff di oltre 30 persone, quasi tutti diplomati chimici, è dislocato su quattro sedi diverse, tre nella zona industriale di Arzignano e una a Castelfranco di Sotto (Pisa), per un totale complessivo di circa 5 mila mq coperti. La sede in Toscana, che serve le aziende del distretto della pelle di Santa Croce sull’Arno, è indipendente, con un capannone di circa 500 mq, dotato di un fornito magazzino, un laboratorio con i bottalini e linee di spruzzatura.
“Abbiamo messo a punto – spiegano i quattro titolari – nuove gamme di prodotti, sia per quanto riguarda l’umido che la rifinizione, con nuove tipologie di materie prime, molto tecniche e tecnologicamente avanzate, dando la giusta attenzione all’ecosostenibilità, all’impatto ambientale e al mantenimento dei costi, visto che in questo periodo è importante aumentare le performance tecniche ponendo l’attenzione al lato economico. Per essere competitivi sul mercato dobbiamo cercare di agevolare anche le concerie nell’acquisto dei prodotti. Il nostro pensiero è chiaro: si tratta di un momento complicato dal punto economico, anche se in realtà questa situazione si sta trascinando da anni. Come Osmo-HTF continuiamo a credere fortemente in questo settore, nel nostro lavoro e nel nostro progetto, che non smette di darci soddisfazioni, nonostante i periodi altalenanti. Siamo altresì convinti che l’evoluzione del mercato porterà nei prossimi anni le concerie ad affidarsi a fornitori tecnici sempre più preparati e a puntare su prodotti chimici di maggiore qualità e performance. Per questo stiamo investendo a 360 gradi, anche sull’ampliamento dell’organico, con l’obiettivo di continuare ad essere un punto di riferimento delle concerie italiane e mondiali”. Strategico per il gruppo chimico veneto anche il lancio di nuovi prodotti. “Come Osmo abbiamo allestito una nuova gamma di polimeri molto tecnici e di ingrassi più morbidi e leggeri con un basso valore di COD, una nuova gamma che servirà a migliorare il mondo delle nappe morbide bottalate. Anche in questo caso il nostro team di ricerca & sviluppo ha anticipato i tempi visto oggi la richiesta di questa tipologia articolista da parte dei nostri clienti. Come HTF, quindi per la fase di rifinizione, consapevoli del fatto che il mondo delle grandi firme sta puntando a ritornare sempre più su articoli molto più naturali, abbandonando le nuove tecnologie, abbiamo realizzato una serie di nuovi prodotti, dai prefondi rullabili ai nuovi fissativi molto performanti che lasciano un effetto molto naturale alla pelle”.
Gli investimenti realizzati da Osmo-HTF riguardano anche le strutture e i macchinari. “Dopo aver beneficiato dei finanziamenti legati ad Industria 4.0, che ci ha consentito di riammodernare soprattutto i laboratori ed i macchinari di produzione, confidiamo anche nelle opportunità derivanti dalla 5.0, con l’obiettivo di risparmiare dal punto di vista energetico, riducendo così i costi aziendali: prevediamo investimenti sia per la fase umida che per quella di rifinizione con nuovi macchinari di produzione che di laboratorio. Inoltre nella sede Osmo di via del Lavoro ad Arzignano, è stato messo in atto l’ampliamento dell’impianto fotovoltaico con l’installazione altri 120 KWH, per un totale di 200 KWH, a completare quasi l’interezza dell’area del capannone. Si tratta di un fondamentale strumento per abbattere i costi e garantirci quasi l’autosufficienza dal punto di vista energetico oltre ad abbattere l’emissione di CO₂, tema importante che monitoriamo costantemente. L’uso dell’intelligenza artificiale? In realtà è già presente nei nostri software, per il resto riteniamo difficile possa sostituire il nostro lavoro: il settore conciario rimane sostanzialmente in un ambito “artigianale”, dove l’esperienza dell’uomo, che guarda e tocca la pelle, rimane fondamentale”.

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Il team Osmo-Htf all’ultima edizione di Simac TT