Pajusco Tecnologie, L’automazione ad un livello superiore

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L’azienda di Montebello Vicentino si conferma protagonista nel lanciare sul mercato tecnologie all’avanguardia nel settore conciario. C’è anche il bottale più grande del mondo  


Olimpio Storti, CEO Pajusco Tecnologie SpA

La PAJUSCO TECNOLOGIE, produttrice da oltre 60 anni di impianti all’avanguardia per il settore conciario, in particolare bottali e automazioni, precorre i tempi investendo costantemente in tecnologie innovative, tutte regolarmente brevettate. Anche nel 2020, un anno caratterizzato da una situazione di calma a causa della pandemia sanitaria, l’azienda di Montebello Vicentino, comune del distretto della pelle di Arzignano, è stata protagonista con una serie di innovazioni, già presentate agli operatori in occasione dell’edizione 2020 del Simac Tanning Tech, ospitata in Fiera a Milano nel mese di febbraio. Nella rassegna internazionale, di fatto rimasta l’ultima del settore a livello mondiale prima del lockdown primaverile legato al Covid-19, era visibile nello stand il nuovo brevettato in casa PAJUSCO OBELIX PLASTICA, che ha registrato grande interesse e curiosità, mentre non è stato possibile esporre, per motivi di spazio, OBELIX LEGNO, che rappresenta il bottale più grande del mondo, delle dimensioni complessive di 5 metri x 5 dotato del nuovo modello di porta di carico laterale con sistema di fine corsa di sicurezza Wi-Fi e la porta d’ispezione laterale con finecorsa wi-fi di sicurezza. Ma non è solamente la grandezza il punto di forza dell’azienda vicentina: i macchinari prodotti da PAJUSCO TECNOLOGIE sono dotati di sofisticate apparecchiature e sistemi di controllo che rendono sicuri, economici e affidabili tutti i processi di produzione. In particolare esperienza, ricerca e assistenza sono i valori guida del giovane pool di dirigenti e tecnici che anima questa importante realtà del settore conciario.

“Nel corso del 2019 – ci racconta Olimpio Storti, amministratore delegato della PAJUSCO TECNOLOGIE, che abbiamo incontrato a fine ottobre nella sede di Montebello – avevamo lanciato sul mercato il bottale OBELIX delle dimensioni di 4.8 x 5 metri che era già il bottale più grande del mondo, e che abbiamo venduto in diversi Paesi europei e in Arabia Saudita. Con il modello più grande, pari a 5 x 5 metri, abbiamo consolidato la leadership assoluta, ma oltre alle dimensioni abbiamo proceduto con un’ulteriore novità del bottale, ora dotato della più grande porta di carico laterale e la capacità di carico più elevata. Ulteriori passi in avanti sono stati fatti sotto il profilo della sicurezza, sia per quanto riguarda l’operatore che le funzionalità della macchina stessa. Il tutto nell’ambito di Industria 4.0 e di quella continua ricerca tecnologica che per noi rappresenta da sempre una sfida quotidiana”.

Oltre a quelle già menzionate ci può elencare le principali innovazioni del 2020? “Sino ad ora nessuno si era mai preoccupato di garantire un sistema collegato alla chiusura delle porte del bottale: in quelle automatiche avviene di conseguenza, mentre in quelle manuali sono le nostre tecnologie a venire in aiuto. Abbiamo scelto di inserire controlli di sicurezza wireless a fine corsa, e che avvisano l’operatore di qualsiasi anomalia. Si tratta di un “pacchetto” che va incontro alle esigenze dell’operatore che, visualizzando un plc industriale ha sotto controllo tutte le operazioni. Questo sistema di garanzia riguarda sia la porta grande che quella piccola, ma anche le valvole manuali di scarico del bagno del bottale che a loro volta potrebbero essere rimaste aperte”.


Perché tanta innovazione per un macchinario che è tradizionalmente considerato semplice?
“Per migliorare e affinare ulteriormente il sistema legato alla sicurezza, già presentato nel 2019 e riguardanti ulteriori dispositivi che “avvertono” direttamente l’operatore, ad esempio quando il livello dell’olio risulta basso o il riduttore ha superato una certa temperatura: in questo caso c’è anche il controllo dei supporti in automatico se la temperatura fosse troppa calda. Tale sistema è in grado di evitare possibili rotture: l’affidabilità rappresenta ormai una condizione quasi obbligata soprattutto per le grandi concerie che non si possono permettere il “fermo macchina”. Si tratta di un altro step sul livello di affidabilità e garanzia per il cliente, che può controllare la situazione attraverso le spie visualizzabili, simili a quelle in dotazione nelle autovetture che utilizziamo ogni giorno. Un ulteriore aiuto arriva dalle nuove tecnologie, vista che il tutto può essere tenuto sotto controllo attraverso smartphone, computer e altri dispositivi moderni”.

Quali sono le altre novità presentate nel corso di quest’anno? “Abbiamo lanciato un tipo di filtro chiamato “drain filter”, che è un sistema da noi brevettato: si tratta di una novità assoluta, siamo i primi a proporlo e una volta messo sul mercato ha subito riscontrato grande interesse. Il filtro è inserito all’interno della “golosa”, convogliato nella zona di scarico e non immediatamente visibile con una struttura che semplifica la costruzione e la relativa manutenzione”.

Proseguirete in questo ruolo di precursori nel mondo conciario? “L’obiettivo è restare davanti a tutti nel proporre quelle novità che consentono di avere un controllo sempre più diretto e preciso del macchinario. Ogni conceria in ogni parte del mondo ha almeno un bottale che gira, ma il valore aggiunto è rappresentato dai vari allestimenti e in particolare dal pacchetto di opzioni: noi disponiamo di studi, tecnologie e brevetti. Non è sufficiente avere un grande bottale per lavorare una notevole quantità di pelli, la strategia vincente è garantire un ottimo risultato finale. Il segreto sta nel produrre, con poca acqua, tante pelli di qualità top che si può ottenere solo con il controllo e la sicurezza complessiva del bottale. Una delle nostre prerogative è legata al fatto che la PAJUSCO utilizza tecnologie proprietarie, viene creato tutto in azienda, all’esterno non viene acquistato praticamente nulla. Caratteristica che viene molto apprezzata dai nostri clienti”.


Come avete trascorso il periodo del coronavirus? “Ci siamo fermati durante lo “stop” primaverile, come previsto dalla normativa, poi una volta rientrati abbiamo ripreso i contatti con i clienti e gli agenti sparsi nel mondo. I contratti in scadenza sono rimasti in stand-by e poi spostati in avanti. Noi per fortuna a marzo avevamo lavoro sino a fine anno, ma il problema è che lavorando soprattutto con l’estero, abbiamo avuto difficoltà negli spostamenti dei nostri tecnici, oltre che dei corrieri. Ad inizio dell’estate la ripresa si è sentita, oltre che nel distretto di Arzignano, dove siamo ben presenti, anche in Europa, molto meno negli altri continenti del mondo. Tuttavia durante il lockdown abbiamo venduto un bottale in India, anche in questo caso ritengo stati gli unici a riuscirci, mentre un altro l’abbiamo piazzato in Russia, con il montaggio e l’assemblaggio effettuato in remoto; ora ne stiamo realizzando uno anche negli Usa. Nonostante la crisi il mese di settembre è stato particolarmente interessante per la zona di Arzignano dove abbiamo venduto tre nuove automazioni ad altrettante concerie locali”.


Continuerete ad investire a livello di nuove tecnologie?
“Assolutamente sì, lo faremo anche negli anni a venire, con altrettanto impegno. Il nostro bilancio sotto il profilo delle attività di ricerca e sviluppo è ampiamente positivo, senza dimenticare che 2-3 anni fa abbiamo avviato un processo di restyling delle nostre automazioni aggiornando moltissimi aspetti del loro funzionamento. Il nostro livello di automazione è notevolmente avanti rispetto alla concorrenza, alla fine siamo stati premiati dal mercato: in certi ambiti siamo arrivati dove nessuno probabilmente pensava fosse possibile un controllo così generale e completo del macchinario sul quale si sta lavorando. I nostri sistemi non riguardano solo l’automazione della macchina, ma anche la gestione dei i prodotti chimici e il controllo di gestione, a cui si aggiungono i brevetti di cui è dotata ogni singola macchina. La vendita di questo importante numero di impianti ci ha consentito anche di operare delle interessanti economie di scala con ricaduta sui prezzi. Il nostro pacchetto è in linea, se non in certi casi più basso, rispetto a quello proposto da altri. Complessivamente si tratta di un pacchetto performante e meno costoso rispetto a 10 anni fa”. www.pajusco.com