Pajusco Tecnologie, nuovi brevetti in arrivo nel 2021

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Il Covid-19 non rallenta PAJUSCO TECNOLOGIE, azienda di Montebello Vicentino, che sul mercato si conferma protagonista nel lancio di moderne tecnologie nel settore conciario 

Tra le aziende che non si sono mai fermate, ma hanno solo rallentato la propria crescita soprattutto a causa delle difficoltà di arrivare negli altri continenti, c’è la PAJUSCO TECNOLOGIE di Montebello Vicentino (comune appartenente al distretto della pelle di Arzignano), produttrice da oltre 60 anni di impianti all’avanguardia per il settore conciario in particolare automazioni e bottali con relativi accessori. Nel 2020, altro anno condizionato della pandemia sanitaria, la PAJUSCO è stata protagonista con una serie di innovazioni legate allo sviluppo di soluzioni tecnologiche: proprio la capacità di precorrere i tempi permetterà di lanciare nuovi progetti, al punto che nel 2021 saranno lanciati almeno tre-quattro ulteriori brevetti.

Olimpio Storti Pajusco Tecnologie

Olimpio Storti, CEO Pajusco Tecnologie

“Non ci siamo mai fermati – conferma Olimpio Storti, Sales Manager dell’azienda – e in quelle poche settimane, mi riferisco al lockdown della primavera scorsa, in cui le macchine sono rimaste ferme, abbiamo implementato il lavoro di sviluppo e ricerca, che è quello che ci consente sempre di essere sempre all’avanguardia rispetto a tutti gli altri. In particolare abbiamo avuto più tempo di concentrarci su quei particolari che negli anni precedenti avevamo studiato e che alla fine abbiamo potuto approfondire”.

Dal vostro osservatorio qual è la situazione del mercato in questi primi mesi dell’anno? “Alcuni progetti sono stati congelati o rallentati a causa della pandemia, ma nessuno annullato, abbiamo mantenuto sempre i contatti con i nostri clienti. Per il resto continuiamo ad avere lavoro: anche durante le vacanze di Natale non abbiamo mai chiuso e gli ordini, anche dall’estero, sono arrivati, al punto che possiamo dire di avere margini per diversi mesi. Un po’ alla volta la situazione complessiva va migliorando: se pur lentamente i mercati stanno ripartendo, anche se siamo lontani dalla situazione a pieno regime del gennaio dello scorso anno”.

Ci sono aree del mondo dove notate maggiori segnali di ripresa? “Per la verità nessuna spicca in maniera particolare. Più che aree geografiche, notiamo singole aziende che affrontano un rinnovamento, magari relativo a nuove sedi produttive che avevano iniziato a costruire prima della pandemia e dove ora sono riprese le attività. Per quanto ci riguarda stiamo seguendo progetti in diversi Paesi, noi da molti anni operiamo in tutto il mondo e quindi è nostra intenzione proseguire nei mercati dove già prima eravamo presenti”.

Al momento quali sono le preoccupazioni maggiori? “Il problema principale riguarda la difficoltà di spostarci liberamente nei vari continenti, soprattutto per gli obblighi delle quarantene che di fatto rendono le trasferte quasi impossibili da sostenere in termini di tempo, anche per i tecnici che devono installare nuovi macchinari. Se si esclude l’Europa ci sono problematiche anche nell’invio di impianti e merci con le navi”.

Quanto vi stanno mancando le fiere del settore? “Con tutta onestà moltissimo, anche per la nostra filosofia aziendale che ci porta a vivere le rassegne internazionali come occasioni, oltre che di incontri, per mettere in mostra nuovi macchinari e progetti, in cui possiamo spiegare il funzionamento “dal vivo” ai nostri partner e ai nuovi potenziali clienti. Personalmente non mi sento un venditore ma un imprenditore che ama spiegare dei dettagli quanto prodotto. E, per quanto sia una soluzione utilizzata in questi mesi, le presentazioni virtuali e attraverso filmati web non sono la stessa cosa”.

Delle novità 2021 della PAJUSCO TECNOLOGIE ci può anticipare qualcosa? “Potremo contare su almeno tre nuovi brevetti, alcuni dei quali sono già in fase di “via libera”. Per il momento non possiamo svelare nulla ma sarà un sistema particolarmente innovativo che garantirà vantaggi al cliente sotto il profilo economico, degli spazi e dei tempi. È un nuovo macchinario che, ancora prima di essere lanciato sul mercato, sta riscuotendo grande successo se è vero che abbiamo già firmato dei contratti in bianco”.

La vostra azienda è a capo di un importante progetto in Kazakistan. Di cosa si tratta? “Alcuni anni fa abbiamo vinto il bando per la realizzazione della prima conceria chiavi in mano di Kubley, la più importante azienda locale della carne del Paese: si tratta di uno Stato che rispetto all’Italia è indietro di decine di anni, tuttavia è dinamico, in forte crescita e con un Pil in ascesa. Siamo partiti da zero, progettando l’intera catena di produzione per il wet blue. abbiamo scelto solo ed esclusivamente macchinari made in Italy, predisponendo bottali automatici con sistema di filtraggio completamente automatico. Da sottolineare un forte grado di automazione e, soprattutto, il fatto che l’intero sistema è dotato di controllo da remoto, che si è rivelato fondamentale”. Per quale motivo? “Dopo aver iniziato a lavorare concretamente al progetto nel 2019, l’anno successivo è scoppiata la pandemia sanitaria e non abbiamo più potuto recarci in Kazakistan. I responsabili del gruppo di riferimento avevano tempistiche da rispettare in virtù degli accordi presi anche con il proprio Governo, così abbiamo pianificato tutto nei minimi dettagli e, insieme ai tecnici ed esperti di software, siamo riusciti a eseguire i test e poi avviare l’intero impianto esclusivamente da remoto, garantendo l’avvio della produzione a regime”.

Ultima domanda: quali saranno le strategie che attuerete una volta rientrato l’allarme Covid? “Quelle di sempre, incentrate sulla convinzione che anche i nostri clienti sono sempre più alla ricerca di automazione e innovazione. Ogni investimento è fatto in direzione di una tecnologia la più avanzata possibile con richieste, allo stesso tempo, di personalizzazione. È sempre stata la nostra forza customizzare un prodotto in base alle esigenze, siano di potenza, di spazio e di utilizzo che si rende necessario. Un’altra nostra prerogativa è che, al di là delle caratteristiche che ci vengono richieste, possiamo garantire lo stesso prezzo, nessun’altro in questo momento è in grado di farlo”.
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