La Global Recycle Standard, meglio nota come GRS, è una certificazione promossa dalla Textile Exchange con l’obbiettivo di incentivare l’utilizzo di materiali riciclati nel settore tessile, destinata a soddisfare le esigenze dei consumatori che desiderano verificare la presenza di materiali riciclati nei prodotti che acquistano. Roberto Riva, titolare del noto nastrificio lombardo, guarda al futuro con un misto di fiducia per i feedback ricevuti a Linaepelle e preoccupazione per quello che sta accadendo a livello internazionale. Sicuramente, la continua ricerca creativa e tecnologica, e l’attivazione delle procedure per l’ottenimento della certificazione GRS che garantisce condizioni di lavoro etiche ed un impatto ambientale ridotto, rende a tutti gli effetti Rifra Nastri un punto di riferimento per il mercato.
Che tipo di affluenza avete avuto all’ultima edizione?
“Alcuni paesi, soprattutto del Nord Europa come la Finlandia che di solito acquistano per l’80% l’invernale e solo il 20% di estivo, o la Polonia, per esempio, non hanno partecipato a quest’ultima edizione. Aggiungerei anche per la prima volta. Fortunatamente abbiamo tanto lavoro quindi non possiamo che essere contenti”.
Fra le nuove proposte che avete presentato quali sono quelle che hanno riscosso il maggior successo?
“Sono piaciuti gli effetti gommati sui nastri elastici e il trasparente. C’è sempre più interesse per i filati riciclati e sostenibili. È un trend iniziato ormai da tanti anni ma sono convinto che prenderà sempre più piede”.
Quanto viene richiesto dal mercato?
“Tanto. Anche sul bio, dunque sul cotone biologico con certificazioni OCS c’è grande domanda. Inoltre, a differenza degli altri anni, le tendenze si sono spostate maggiormente sui motivi geometrici piuttosto che sui lucidi o i lurex, anche se in realtà non c’è una unica tendenza dominante, tipico dei momenti di incertezza”.
Abbiamo visto anche dei bellissimi jacquard con disegni di animali, come la tigre…
“Era un po’ che non li portavamo in fiera. Questi campioni hanno una importanza strategica perché sono estremamente esemplificativi, ci consentono di farli vedere ai clienti per poi procedere con le personalizzazioni richieste”.
Personalizzazione…viene ancora richiesta? E quanto incide sulla vostra produzione?
“Assolutamente sì. Penso che superi il 30% dell’intera produzione. Nonostante possiamo vantarci di un catalogo vastissimo, con tantissimi articoli diversi, in realtà molti dei nostri prodotti rappresentano uno spunto perché ognuno richiede poi la propria rigatura, la propria altezza o uno specifico materiale a contrasto”.
Che aspettative avete per il prossimo appuntamento di settembre?
“Il tema Covid-pandemia dovrebbe ormai andare a scemare quindi mi auguro che i nostri governanti riescano a gestire tutto con più fluidità. Siamo sicuri che, a poco a poco, verrà messo da parte. Quello che sta succedendo invece in Russia e Ucraina ci preoccupa perché potrebbe incidere pesantemente sull’approvvigionamento delle materie prime, sull’inflazione e sulla gestione dei costi. Se dovesse proseguire per lungo tempo si apriranno grossi problemi per tutti”.
Nuovi progetti su cui state investendo?
“Adesso siamo nella fase di certificazione GRS che si dovrebbe concludere entro la metà dell’anno. Più che un investimento vero e proprio, è un grande impegno dal punto di vista amministrativo e gestionale. Per il resto continuiamo ad investire sui macchinari in modo che siano sempre al passo coi tempi”.
