Tra tecnologia rispettosa dell’ambiente e voglia di ripartire

S.C. Costruzioni Meccaniche
S.C. COSTRUZIONI MECCANICHE opera da 35 anni nel settore conciario: il 2021 sarà l’anno del rilancio dopo la pandemia sanitaria con una nuova grande sede produttiva prestigiosa.

Tra la tecnologia al servizio dell’ambiente e la voglia di ripartire dopo la pandemia sanitaria che a livello di numeri e giro d’affari ha compromesso l’anno appena concluso. È questo lo stato d’animo che si vive all’interno della S.C. COSTRUZIONI MECCANICHE di Empoli (Firenze) che progetta, costruisce ed installa impianti ed attrezzature ausiliarie per diversi settori industriali, in particolar modo macchine per conceria e impianti di depurazione.

L’azienda toscana, che svolge la propria attività dalla metà degli Anni Ottanta e che che vanta oltre 35 anni di storia alle spalle, nel corso del 2020 ha completato il trasferimento nella zona industriale di Empoli in una nuova prestigiosa sede di 2.500 mq con ampi spazi per la produzione e movimentazione e una comoda logistica stradale, con facile accesso alla superstrada. Ha impostato le linee di produzione verso due precisi obiettivi che rispecchiano necessità primarie del mondo industriale: la protezione ambientale e la sicurezza nel mondo del lavoro.

S.C. Costruzioni Meccaniche, Roberto Calattini e Fabio Scardigli
I due soci di S.C. Costruzioni Meccaniche, Roberto Calattini e Fabio Scardigli

Si tratta di due capisaldi portati avanti con determinazione anche in un 2020 difficile soprattutto per quanto riguarda l’export, a causa della difficoltà di spostarsi in aereo in Europa e nei vari continenti. “Per quanto riguarda il primo punto – spiega Roberto Calattini, uno dei titolari dell’azienda – la qualità delle attrezzature prodotte continua ad essere mantenuta ad ottimi livelli grazie all’attività di un ufficio tecnico interno e di una officina meccanica perfettamente attrezzata. Ciò ci ha permesso di curare la produzione fino ad ottenere elevati standard di affidabilità, manutenibilità e durata che hanno valso alla ditta il riconoscimento di importanti clienti italiani ed esteri.

Nel settore ecologico la S.C. COSTRUZIONI MECCANICHE presenta una collaudata serie di attrezzature per la filtrazione e grigliatura delle acque di scarico o per il recupero di sottoprodotti ed il riciclo dei bagni esausti: ad esempio i nostri filtri si possono adattare a qualsiasi tipo di industria, ma nel contempo vengono offerti interi impianti di pretrattamento o trattamento delle acque di scarico. Per quanto riguarda il settore sicurezza da anni siamo in grado di fornire sistemi di protezione contro il rischio chimico destinati all’industria conciaria e ad altre attività: i nostri clienti e partner hanno apprezzato i nostri progressi anche a livello tecnologico, a conferma dell’ottimo impegno e lavoro profuso”.

Quali sono state le conseguenze principali provocate dal Covid-19? “Credo sia stato inevitabile per tutti, quindi anche per il nostro marchio, aver chiuso il 2020 con un calo degli ordini e di conseguenza del fatturato, che per quanto ci riguarda è in diminuzione rispetto allo scorso anno. La pandemia sanitaria ha interessato indistintamente l’intera economia a livello mondiale, che di fatto ha bloccato tutti gli investimenti, in particolare per quanto riguarda i grandi macchinari e le attrezzature di una certa rilevanza. Il lockdown primaverile ha fermato l’intero meccanismo, anche se poi da maggio si era registrata una decisa ripresa, anche per quanto riguarda i rapporti con l’estero. Senza la cosiddetta seconda ondata si sarebbero potuti limitare i danni, che alla fine risultano pesanti”.

Quali invece le difficoltà provocate dalla pandemia? “Innanzitutto quella legata all’impossibilità di viaggiare all’estero, che ha significato non poter andare trovare i clienti e nel contempo per loro non arrivare in Italia. Almeno sino alla fine del 2020 erano presenti troppi ostacoli, tra le difficoltà di volare e gli obblighi di “quarantena” che di fatto hanno reso le missioni all’estero difficoltose, per non dire insostenibili e per nulla convenienti. La nostra quota export si aggira attorno al 30%, ma alla fine quest’anno sarà inferiore proprio per le difficoltà registrate nei mercati esteri. In Italia si è lavorato un po’ meglio, ma complessivamente i nostri prodotti, che vantano un alto valore aggiunto in fatto di qualità, non hanno potuto beneficiare dei margini di guadagno solitamente più elevati”.

Come avete trascorso il lockdown primaverile? “Abbiamo sempre lavorato, anche nel mese di marzo, seppur a ritmi più ridotti, per la necessità di seguire uno dei nostri ambiti maggiormente privilegiati, quello relativo agli impianti di depurazione, che non si sono mai fermati nonostante il calo dell’attività conciaria. Per il resto abbiamo cercato di sfruttare il tempo a disposizione anche per proseguire a lavorare sulla ricerca e lo sviluppo, comparto nel quale continuiamo ad investire molto. Nonostante l’impasse a livello mondiale il nostro obiettivo è stato quello di consolidare il mercato, studiando la situazione, ma soprattutto di tenerci pronti per quando si potrà ripartire”.

Dal vostro osservatorio prevedete una ripresa dell’economia nel 2021? “Sicuramente i risultati relativi ai vaccini saranno determinanti per il riavvio delle attività di ogni settore, non solo nel comparto conciario. La ripartenza contemporanea in tutto il mondo, come si auspica per quest’anno, alla fine non dovrebbe sfavorire nessuno Paese, ma inevitabilmente saranno necessari un po’ di mesi, difficile pensare che si possa tornare alla normalità in poche settimane. La Cina è ripartita già negli ultimi mesi del 2020, al punto che a fine autunno il loro Pil risultava in crescita: loro forniscono prodotti di ogni genere ma è inevitabile che pure loro abbiamo avuto difficoltà nei rapporti con l’estero. Le nostre presenze in Oriente si sono ridotte sensibilmente, così come pure le loro visite nei nostri distretti produttivi”.

Quanto vi sono mancate lo scorso anno le fiere internazionali? “Molto, perché rappresentano un punto di riferimento e di scambio, oltre che di confronto, per gli operatori commerciali di tutto il mondo. Ma soprattutto a pesare nel bilancio finale sono mancati i soldi per fare gli investimenti, che in un settore di nicchia come il nostro è fondamentale”.

Allo stato attuale quali potrebbero essere gli eventi fieristici in agenda nel 2021? “Almeno sulla carta il primo appuntamento, di fatto dopo un anno e mezzo di stop, potrebbe essere la fiera di Hong Kong a fine luglio, e a seguire in autunno il Simac Tanning Tech a Milano, che dal 2021 è stato spostato nella seconda parte dell’anno, più precisamente in autunno. È auspicabile che nel frattempo l’economia globale sia già rimessa in moto e che le rassegne internazionali rappresentino davvero il trampolino di lancio verso un rilancio economico senza più interruzioni o rischi di nuove ondate pandemiche”. www.sctech.it