L’attuale scenario macroeconomico del sistema moda impone una riflessione profonda sui modelli di business tradizionali. Se da un lato il comparto calzaturiero italiano si avvia a chiudere il 2025 con un fatturato stimato a 12,8 miliardi di euro, segnando una contrazione del 3,1% su base annua, dall’altro emergono realtà industriali capaci di trasformare questa volatilità in un driver di evoluzione strategica. È il caso di Stilla Industries, storico player vigevanese specializzato nell’ingegnerizzazione di componenti tecnici, che ha saputo evolvere il proprio ruolo da fornitore a partner tecnologico globale.
In un mercato dove la standardizzazione non garantisce più margini sostenibili, Stilla ha scelto di elevare il contenuto tecnologico della propria offerta. Come analizza Luca Benussi, Responsabile Commerciale Italia, il segmento tecnico, che spazia dalla sicurezza alla calzatura performance, si configura oggi come un asset fondamentale per il bilancio del Gruppo, generando volumi di fatturato ragguardevoli. Questa transizione verso l’alto valore aggiunto trova la sua massima espressione in Accoppiatura Italiana, la divisione strategica che dedica quasi il 90% della propria capacità produttiva al settore tecnico. Qui la semplice fornitura lascia spazio a una vera e propria consulenza ingegneristica basata su un profondo know- how applicativo: secondo Antonio Converti, l’azienda dispone di una maturità tecnica che permette di identificare, quasi predittivamente, la chimica e le performance adesive ideali per ogni specifica architettura della calzatura. Tale competenza si traduce in una notevole versatilità dei materiali, che spazia dalle tele in cotone e poliestere prodotte internamente alle microfibre termoadesive, fino alla resinatura di nylon complessi, idrorepellenti e antisfilo, nobilitati attraverso processi customizzati per rispondere alle specifiche di clienti che vanno dai piccoli artigiani ai colossi del lusso.
La risposta di Stilla alla contrazione dei volumi domestici è stata una decisa espansione oltre confine, trasformando l’internazionalizzazione in una rete di sicurezza operativa. Con nove sedi operative dislocate in nodi strategici tra cui Tunisia, Romania, Spagna, Messico, Santo Domingo e India, il Gruppo ha costruito un’infrastruttura capace di ammortizzare le fluttuazioni dei singoli mercati e bilanciare il calo italiano. Un focus particolare è riservato all’India, identificata come nuovo polo cruciale per il manifatturiero globale. Converti sottolinea come la presenza diretta vicino a Bangalore non sia una semplice delocalizzazione, ma un’esportazione di cultura industriale, supportata da investimenti in risorse umane fidate che presidiano il territorio per mesi garantendo la replica fedele della qualità italiana. Questa presenza capillare permette di servire in “presa diretta” colossi, che hanno spostato il baricentro produttivo in Asia, fornendo loro non solo materiali, ma la tecnologia di processo necessaria per mantenere standard elevati anche nei mercati emergenti come India, Bangladesh e Vietnam.
La strategia di crescita passa anche attraverso una razionalizzazione degli asset interni e una diversificazione settoriale. La recente fusione di RUN Italia Srl (ex MAP Srl) e Accoppiatura Padana nel nuovo polo unificato di Accoppiatura Italiana a Vigevano risponde all’esigenza di presentarsi al mercato con un’identità monolitica e processi ottimizzati. Parallelamente, il Gruppo ha avviato una diversificazione attraverso Nepex, colonizzando nicchie ad alta marginalità slegate dalle logiche della moda: dal medicale, settore dalle grandi potenzialità di margine nella produzione di cerotti ed elettrodi con adesivi biocompatibili, fino all’edilizia e all’arredo navale per lo sviluppo di nastri isolanti e materiali tecnici. Operare come partner di riferimento per le grandi griffe e per brand tecnici richiede oggi una conformità totale agli standard ESG. Benussi conferma che la sostenibilità non è più un’opzione, ma un prerequisito d’accesso. L’ottenimento delle certificazioni GRS, ISO 14001 e il rating ESG, uniti all’installazione di un impianto fotovoltaico che copre oltre il 50% del fabbisogno energetico, testimoniano una gestione aziendale che allinea la responsabilità ecologica agli obiettivi industriali, superando brillantemente gli audit dei grandi gruppi. In definitiva, la traiettoria di Stilla Industries dimostra come, anche in un contesto di “tempesta perfetta” per il calzaturiero, la combinazione tra eccellenza tecnica invisibile e una visione commerciale senza confini rappresenti l’unica via per garantire continuità e crescita.
STILLA INDUSTRIES: L’INGEGNERIA DELL’INVISIBILE E LA STRATEGIA GLOBALE COME PUNTO DI SVOLTA PER IL FOOTWEAR
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