ZAITEX, da 46 anni il valore aggiunto del colore


ZAITEX, con quattro sedi dislocate nel Nord e Centro Italia, da 46 anni commercializza coloranti e ausiliari per il settore moda e concia. La sfida accettata dell’internazionalizzazione  

La scelta di avere quattro sedi in Italia riflette la strategia aziendale basata sull’essere vicini ai propri clienti per poter interagire con efficienza ed in tempi estremamente brevi. Le varie sedi si occupano preferenzialmente di settori distinti con le sedi di Montorso (Vicenza) e Santa Croce (Pisa) focalizzate sul settore cuoio dei rispettivi distretti, mentre quelle di Dueville (Vicenza) e Villa Guardia (Como) sono orientate ai comparti tessile e speciali. Grazie ai processi innovativi per il settore tessile l’azienda è oggi presente anche all’estero in tutta Europa, in Asia e in Centro America ed è proiettata sempre più all’internazionalizzazione.

Marco Rossi Zaitex
Marco Rossi, CEO Zaitex

“Siamo coinvolti dai clienti della filiera della moda ed altri – riferisce l’amministratore delegato Marco Rossi – per sviluppare effetti estetici, risolvere problemi tecnici e migliorare le prestazioni coloristiche dei loro prodotti. Si tratta di una sfida continua ed avvincente che ci mette alla prova dal punto di vista tecnologico, chimico e logistico, ma che ci permette di crescere dove fino a pochi anni fa pensavamo fosse impossibile. Per noi la svolta è avvenuta nel primo decennio degli Anni Duemila, periodo nel quale il mercato del comparto è stato caratterizzato da chiusure, fallimenti e una globalizzazione esasperata. Dopo aver operato per trent’anni focalizzandosi sul Nord-Est, l’azienda si trovava davanti la sfida difficilissima della delocalizzazione delle produzioni, per affrontarla ha cominciato a sviluppare un percorso espansivo prima in Italia poi in Europa ed infine in tutto il mondo”.

ZAITEX - Arzignano
Quanto è stato difficile affrontare i mercati internazionali?
“All’inizio non pensavamo di poter competere in Cina, India e Bangladesh, avevamo dubbi sulla nostra competitività. In realtà il know-how della ZAITEX, specifico e molto avanzato soprattutto in alcuni settori, ci ha garantito un ritorno commerciale da quei Paesi, dove nel frattempo le industrie hanno cominciato a cercare qualità, innovazione, servizio tecnico, unito nella risoluzione dei problemi e non solo il costo della materia prima. Proprio grazie a questo valore aggiunto è iniziato il nostro processo di internazionalizzazione che tuttora sta proseguendo e che ci vede presenti, anche con agenti in esclusiva e clienti a lungo termine, dall’Oriente al centro America, passando per l’Europa. Altra scelta vincente di una decina di anni fa è stata quella di partire con il cuoio e una maggiore attenzione in settori speciali come quello degli inchiostri”.

Quale aspetto in particolare è stato fondamentale per la vostra crescita? “Da sempre la ZAITEX ha perseguito politiche per garantire qualità, innovazione e affidabilità ai propri clienti, negli anni la grande competizione a cui sono stati sottoposti i nostri settori ha spinto l’azienda ad adattarsi a richieste sempre più esigenti e ad approcciare nuovi settori come la concia e gli inchiostri dove la competenza sul tema del colore e dell’innovazione può generare un importante valore aggiunto. La varietà di prodotti disponibili e l’ottimizzazione delle ricette per ottenere performance elevate e rispetto ambientale oggi sono i nuovi strumenti a disposizione nostra e dei nostri clienti per affermarsi sui mercati grazie ad un vantaggio tecnologico nella competizione”.

Nello specifico che scelte avete fatto? “Abbiamo deciso di porre sempre attenzione a quelle richieste che sfidano lo status quo tecnico nel nostro mondo, ed in quest’ambito abbiamo dato spazio a coloranti innovativi, a coloranti di origine naturale e a processi che possano garantire ottimi risultati dove prima non sembrava possibile. Un esempio viene dal mercato di Santa Croce, la richiesta del mondo della moda di avere prodotti sostenibili ed il più possibile naturali ci ha stimolato nel nostro lavoro questi obiettivi. Abbiamo attualmente in atto una collaborazione con Leather Kem, specializzata nel settore cuoio e con la quale stiamo sviluppando il mercato con i prodotti di Atlas e anche per creare nuovi articoli e nuovi effetti. Insieme abbiamo studiato e poi messo in produzione il lavabile metal free e stiamo sviluppando altri progetti come ignifuganti senza alogeni”.

Gli ingredienti che utilizzate sono prodotti in Italia o all’estero? “Per quanto riguarda i coloranti sintetici le produzioni delle materie prime sono nella grande maggioranza extraeuropee, anche se c’è ancora qualche realtà europea con cui collaboriamo. La filiera dei coloranti naturali o di derivazione naturale offre molte più opportunità in loco in quanto la filiera di produzione può porre la sua base ovunque sia possibile una coltura agricola, per altro le rese produttive sono ovviamente basse rispetto ai processi industriali, portando a costi della materia prima molto più alti dei corrispondenti sintetici”. 

L’utilizzo dei coloranti vegetali la ritenete, almeno in prospettiva, una mossa vincente? “L’uso di tali prodotti è una chance molto stimolante per ripensare alle filiere, al prodotto e alle logiche del consumismo, ma può avere successo solo dove questa logica viene capita da tutta la filiera fino al consumatore finale. Il consumismo ci spinge a produrre enormi quantità di prodotti a basso prezzo con un consumo delle risorse fossili, umane e naturali che ci deve porre serie domande sulle sue conseguenze. Il riscaldamento globale, lo sfruttamento della manodopera nei Paesi poveri e l’inquinamento sono sotto gli occhi di tutti, prenderne coscienza per cambiare i nostri sistemi di produzione e consumo è una responsabilità che abbiamo nei confronti dell’umanità futura. La filiera breve dei colori naturali, la limitazione della loro disponibilità, la loro sostenibilità sono le basi per ridare al prodotto un valore reale non svalutato da sovrapproduzione, sfruttamento ed inquinamento”. 

Su quali prodotti innovativi puntate per il futuro? “Dei coloranti naturali abbiamo già detto, ma ci sono molte altre innovazioni in corso, sia per i coloranti che per gli ausiliari, abbiamo lavorato molto per ottenere articoli ad elevate prestazioni nel campo del lavabile, per etichette o abbigliamento. Abbiamo in corso delle produzioni con un nuovo colorante nero metal free con prestazioni di solidità alla luce superiori a quelle dei coloranti metallizzati e solidità al lavaggio pressoché perfette. Altre ricerche molto importanti sono già in corso, ma per adesso manteniamo il riserbo”. 

Come va affrontato questo tipo di mercato? “Le prestazioni dei coloranti sono sempre influenzate dal substrato e dai processi a cui è stato sottoposto precedentemente e a cui verrà sottoposto successivamente. Il percorso di innovazione va quindi affrontato con un lavoro comune di fornitori e clienti, la partnership e la condivisione della visione sono indispensabili. Direi che è un percorso culturale alternativo che porta a tutti delle sfide incalzanti. Quando si lavora all’interno di una filiera le innovazioni migliori non producono effetto se non sono capite, adottate e valorizzate da tutti i livelli coinvolti”. 

Ultima domanda: come prosegue il vostro impegno a difesa dell’ambiente? “In questo ambito la ZAITEX vanta un concetto interno sviluppato, convinti anche che la diminuzione dell’impatto ambientale garantisce un risparmio di costi del sistema complessivo. Per quanto riguarda il prodotto esiste un notevole avanzamento nelle conoscenze sul tema, soprattutto grazie al Reach che obbliga le imprese a fare le analisi ecologiche e tossicologiche. Siamo diventati recentemente partner del sistema Bluesign per garantire un flusso complessivo orientato alla diminuzione dell’impatto ambientale, non soltanto all’interno dei nostri stabilimenti ma in tutta la filiera”. www.zaitex.com